Confronto istituzionale

A Cremona gli industriali chiedono scelte su energia e Ue

Ferraroni invoca pragmatismo, prezzi sostenibili e una strategia comune contro frammentazione e instabilità

A Cremona gli industriali chiedono scelte su energia e Ue

Energia, nucleare, intelligenza artificiale e conflitti internazionali sono stati al centro dell’Assemblea Generale 2026 dell’Associazione Industriali di Cremona, ospitata questa mattina nei padiglioni di CremonaFiere. L’incontro, intitolato L’impresa di decidere, ha riunito numerosi imprenditori della provincia e rappresentanti delle istituzioni per discutere delle prospettive del sistema produttivo locale, nazionale ed europeo.

Alla giornata hanno partecipato, tra gli altri, il senatore e segretario di Azione Carlo Calenda, il capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo Carlo Fidanza, l’eurodeputato del Partito democratico Giorgio Gori, il commissario europeo Raffaele Fitto e la giornalista e corrispondente dagli Stati Uniti Maria Luisa Rossi Hawkins. Il confronto è stato moderato dal giornalista Nicola Porro. Dopo gli inni italiano ed europeo, i lavori sono stati aperti dalla relazione del presidente dell’Associazione Industriali Cremonesi, Maurizio Ferraroni.

Le sfide dell’Europa

Nel suo intervento Ferraroni ha osservato che le incertezze già evidenziate nell’assemblea dell’anno precedente non si sono attenuate, ma si sono aggravate e hanno lasciato spazio ad altre criticità. Tra i principali fattori indicati figurano la frammentazione geopolitica, l’energia come strumento di potere economico e politico, le difficoltà delle catene di approvvigionamento, l’avanzata dell’intelligenza artificiale e la perdita di centralità dell’Europa sul piano politico ed economico.

Secondo il presidente, l’Unione Europea rischia di entrare in crisi proprio sui due pilastri sui quali si è sviluppata: industria ed energia. La concorrenza internazionale, ha sostenuto, è resa più difficile da costi energetici elevati, regole stringenti sulla transizione ambientale e politiche industriali più incisive adottate da altre potenze e dalle economie emergenti. Da qui la richiesta di una politica comunitaria capace non solo di fissare regole e obiettivi, ma anche di considerare le imprese come un patrimonio strategico da tutelare.

Nel passaggio dedicato all’energia, Ferraroni ha indicato tre obiettivi da conciliare: sicurezza degli approvvigionamenti, sostenibilità ambientale e competitività dei costi. Ha quindi richiamato la necessità di diversificare fonti, tecnologie, fornitori e rotte di fornitura, sottolineando che la discussione deve mantenere un approccio pragmatico. Il presidente ha inoltre espresso sostegno alla legge delega sul nucleare sostenibile, definendola un passo nella direzione giusta, e ha sollecitato una vera politica energetica europea in grado di superare la frammentazione delle strategie nazionali e ridurre le disparità che penalizzano l’Italia.

Il ruolo del territorio

La relazione ha affrontato anche la situazione del tessuto produttivo cremonese. Ferraroni ha descritto l’industria come uno dei pilastri dell’identità del territorio e ha sottolineato il ruolo degli imprenditori e dei dipendenti nel sostenere la crescita delle aziende. Nel suo intervento ha richiamato i rapporti fondati su fiducia, collaborazione e rispetto reciproco, considerandoli elementi importanti per affrontare le trasformazioni in corso.

In conclusione, il presidente ha collegato le scelte economiche e industriali alla responsabilità verso le generazioni future. L’obiettivo indicato è costruire un Paese più prospero, sostenibile, giusto e moderno, capace di offrire opportunità ai giovani. Per Ferraroni, di fronte alle sfide energetiche, tecnologiche e geopolitiche, l’Europa dovrà dimostrare la propria capacità di decidere e di tradurre le ambizioni in azioni concrete.