Inclusione sociale

A Cremona in scena Oradaria, il reading dei detenuti

Il percorso guidato da Daniela Coelli e Alberto Branca intreccia letteratura, vissuti e riflessioni sulla detenzione.

A Cremona in scena Oradaria, il reading dei detenuti

La cultura diventa strumento di relazione e di reinserimento sociale nella Casa Circondariale di Cremona, dove un laboratorio teatrale ha coinvolto le persone detenute in un percorso di scrittura, interpretazione e condivisione. Il progetto, promosso dalla Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli, si concluderà con lo spettacolo-reading Oradaria, in programma sabato 17 ottobre alle ore 11 nel teatro dell’istituto penitenziario.

Un laboratorio tra memoria e identità

Il lavoro è stato condotto da Daniela Coelli e Alberto Branca, che hanno posto al centro la parola e l’esperienza dell’attore. I partecipanti hanno intrecciato testi della tradizione letteraria, vissuti personali e riflessioni sul tempo, sulla memoria e sull’identità, trasformando il laboratorio in uno spazio di confronto con sé stessi e con gli altri.

Il percorso ha preso spunto anche da opere come la Divina Commedia e Il mercante di Venezia, accostate alla quotidianità delle persone recluse. I temi dell’anima, del sogno e dello scorrere del tempo si sono uniti ai pensieri annotati su fogli e quaderni nello spazio ristretto delle celle. Ne è nata una narrazione costruita attraverso voci, lingue, emozioni e storie diverse.

Il ponte tra carcere e città

Per i conduttori, l’esperienza ha attraversato momenti di confidenza, rabbia, tristezza, divertimento e complicità. Il teatro della Casa Circondariale è diventato così un luogo di ascolto e di condivisione, nel quale i detenuti hanno potuto mettersi in gioco e raccontarsi a partire dalla propria esperienza.

L’iniziativa rientra nelle attività del Teatro Ponchielli dedicate a progetti culturali con ricadute sociali e consolida la collaborazione con la Casa Circondariale e con l’Amministrazione comunale. La direttrice Giulia Antonicelli ha sottolineato il valore del progetto per la funzione rieducativa della detenzione, mentre l’assessora alle Politiche sociali Marina Della Giovanna ha evidenziato la necessità di rafforzare il rapporto tra l’istituto penitenziario e la comunità esterna.

Tra gli sviluppi auspicati dall’amministrazione c’è anche la possibilità di offrire, ai detenuti autorizzati al lavoro esterno, percorsi formativi legati ai mestieri del teatro. L’obiettivo indicato è proseguire il dialogo tra le realtà coinvolte e favorire occasioni di crescita, riflessione e cambiamento.