Numeri fiscali

Cremona recupera 20.724 euro dalla lotta all’evasione

Lo studio CGIA: nel 2024 gli enti hanno fatto emergere 5 milioni, incassandone metà.

Cremona recupera 20.724 euro dalla lotta all’evasione

I Comuni italiani hanno recuperato nel 2024 appena 5 milioni di euro attraverso le attività di contrasto all’evasione fiscale. È quanto emerge da uno studio della CGIA di Mestre, secondo cui soltanto la metà della somma è stata effettivamente incassata dalle amministrazioni, per un totale di 2,5 milioni di euro.

Il dato è contenuto in un quadro fiscale molto più ampio: l’associazione degli artigiani e dei piccoli imprenditori stima in 107 miliardi di euro l’ammontare delle risorse sottratte ogni anno al fisco. A fronte di questa cifra, nel 2024 si sono attivati 304 Comuni, inviando all’Agenzia delle Entrate segnalazioni su presunti casi di evasione o elusione.

Il meccanismo delle segnalazioni

La normativa riconosce agli enti locali una quota delle somme recuperate grazie alle loro comunicazioni. Le segnalazioni possono riguardare Irpef, Ires, Iva, imposte di registro, ipotecarie e catastali. La percentuale spettante ai Comuni è cambiata più volte: dal 30 per cento iniziale è passata al 50 per cento nel 2011, ha raggiunto il 100 per cento tra il 2012 e il 2021, per poi tornare al 50 per cento dal 2022. Dal 2025 è previsto nuovamente il ritorno al 100 per cento.

Secondo la CGIA, questa alternanza non favorisce la costruzione di una strategia stabile. Per essere prese in considerazione, le comunicazioni devono essere puntuali e circostanziate e contenere i dati identificativi dei soggetti segnalati. Non sono quindi sufficienti indicazioni generiche o non documentate.

La posizione di Cremona

Nella graduatoria dei 304 Comuni che hanno comunicato i dati, Cremona è al 26esimo posto. L’amministrazione ha ricevuto dallo Stato 20.724 euro nel 2025, come partecipazione all’attività di accertamento riferita all’anno precedente.

In cima alla classifica nazionale figura Genova, con 406.838 euro incassati. Seguono Milano, con 376.499 euro, Prato, con 170.122, e Torino, con 113.888 euro. Tra i primi dieci Comuni compaiono anche Cernusco sul Naviglio, con 40.534 euro, e Trezzo sull’Adda, con 39.539 euro.

La difficoltà principale, rileva l’associazione, riguarda le risorse e le competenze disponibili negli uffici municipali. Per predisporre un’istruttoria utile all’Agenzia delle Entrate è necessario personale formato, capace di svolgere verifiche accurate e di raccogliere elementi circostanziati. Con organici ridotti e una preparazione spesso insufficiente, per molti sindaci l’utilizzo di questo strumento diventa complesso.

Le cosiddette segnalazioni qualificate possono riguardare il commercio e le professioni, l’urbanistica e il territorio, le proprietà edilizie e il patrimonio immobiliare, le residenze fittizie all’estero e la disponibilità di beni non coerente con i redditi dichiarati. Si tratta di ambiti nei quali i Comuni possono intercettare anomalie e trasmetterle all’amministrazione finanziaria per gli accertamenti di competenza.