Rinnovo contrattuale

Sciopero dei teatri, presidio al Ponchielli di Cremona

Le sigle chiedono nuove regole, aumenti salariali e il superamento della distanza con Federvivo dopo due anni di trattative.

Sciopero dei teatri, presidio al Ponchielli di Cremona

Le lavoratrici e i lavoratori dei teatri, insieme al personale scritturato, incroceranno le braccia per sostenere il rinnovo del contratto nazionale di settore. A Cremona la mobilitazione sarà accompagnata da un presidio davanti al Teatro Ponchielli, in programma dalle 9 alle 13 di venerdì 30 ottobre.

L’iniziativa rientra nella vertenza promossa da SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPC UIL dopo la rottura del confronto con Federvivo, al termine di due anni di trattative. Lo sciopero è stato proclamato a livello nazionale per il 27 ottobre, ma ai singoli teatri, alle strutture territoriali e al personale non impegnato in spettacoli è stata lasciata la possibilità di individuare una data alternativa tra il 21 e il 30 ottobre.

Le richieste dei sindacati

Al centro della protesta c’è la distanza tra le richieste delle organizzazioni sindacali e le proposte della parte datoriale, sia sul piano economico sia su quello normativo. I sindacati chiedono un contratto in grado di riconoscere le professionalità del comparto attraverso l’unificazione dei contratti, una classificazione unica del personale e una semplificazione delle voci retributive.

L’ultima revisione risale al 2018. Da allora, sostengono le sigle, l’aumento del costo della vita ha ridotto il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori, mentre l’offerta economica di Federvivo non sarebbe sufficiente a recuperare quanto perso durante l’attesa.

Le cifre della proposta

Per il personale dipendente dei teatri, a fronte di una retribuzione media mensile di circa 1.433 euro, la proposta prevede un aumento del 18 per cento distribuito su tre anni, senza il riconoscimento degli arretrati. Per il personale scritturato, che comprende tra gli altri attori, ballerini, macchinisti e professori d’orchestra, il minimo giornaliero medio è oggi di 58,69 euro lordi.

In questo caso, l’incremento proposto è del 20 per cento, sempre distribuito su tre anni, e porterebbe il minimo giornaliero a 70,42 euro nel 2029. Le organizzazioni sindacali sottolineano il ruolo dei teatri come luoghi di cultura, partecipazione e socialità e chiedono che il lavoro necessario alla realizzazione degli spettacoli sia tutelato da un accordo ritenuto adeguato.

Con il presidio davanti al Ponchielli, le tre sigle intendono portare anche sul territorio cremonese le ragioni della vertenza e richiamare l’attenzione di istituzioni, enti e opinione pubblica sulla necessità di riaprire il confronto. A sostegno della mobilitazione è stato proclamato anche il blocco delle prestazioni di lavoro straordinario, che proseguirà fino alla conclusione della vertenza.

Il percorso di protesta proseguirà infine il 9 novembre a Roma, dove sono previste una manifestazione e una conferenza stampa.