Un 44enne pugliese residente a Cremona, indicato con il nome di Maurizio, è stato condannato a due anni e nove mesi per il furto commesso nello studio condiviso da una commercialista e da una consulente del lavoro. L’uomo, che oggi si trova in carcere, all’epoca dei fatti abitava nello stesso palazzo delle due professioniste.
Gli episodi risalgono al marzo 2023 e si sarebbero verificati in giornate diverse. Dallo studio erano scomparsi un telefono cellulare, denaro contante e un bancomat intestato alla commercialista. Con quella carta, secondo quanto ricostruito nel procedimento, l’imputato avrebbe effettuato due prelievi notturni.
La telecamera sull’ingresso
In un primo momento le professioniste avevano ipotizzato che si trattasse di furti commessi da ignoti. In seguito avevano installato una telecamera rivolta verso la porta d’ingresso, riuscendo a individuare l’autore dei passaggi nello studio. Secondo la ricostruzione portata in aula, Maurizio sarebbe entrato utilizzando chiavi sottratte in precedenza.
La consulente del lavoro conosceva l’imputato perché lo aveva assistito in una vertenza, ottenendo per lui un risarcimento. Quando gli aveva chiesto il pagamento della parcella, l’uomo le avrebbe spiegato di essere senza lavoro e di non poter saldare immediatamente. La professionista aveva quindi deciso di attendere, senza immaginare, secondo il suo racconto, che il vicino potesse essere coinvolto nei furti.
La commercialista ha riferito che sul conto corrente erano stati appena versati 300 euro. Dalle immagini, ha spiegato, si vedeva una persona entrare nell’ufficio, uscire e rientrare successivamente. Il bancomat sarebbe stato utilizzato durante la notte. Nel procedimento la donna si è costituita parte civile e il giudice ha disposto in suo favore un risarcimento di 400 euro. Il pubblico ministero aveva chiesto una pena di quattro anni e tre mesi, oltre a 950 euro di multa.
Gli altri procedimenti
L’imputato era giudicato anche per un diverso episodio, relativo alla casa di una 61enne di Cremona che gli aveva affidato il proprio cane. La donna aveva denunciato la scomparsa di 360 euro custoditi nella borsa, oltre ad altre somme di denaro, per un totale vicino ai 500 euro. Ha raccontato che Maurizio era l’unica persona, oltre a lei, ad avere le chiavi dell’abitazione e che lo aveva contattato dopo essersi accorta dell’ammanco.
Per questo episodio, tuttavia, il 44enne è stato assolto, come aveva richiesto anche il pubblico ministero. La testimonianza della residente è stata definita confusa in relazione ai tempi e alle circostanze in cui avrebbe incontrato l’imputato sul pianerottolo.
Maurizio deve infine rispondere di un ulteriore furto, risalente al 2021, per il quale è accusato di avere sottratto tre anelli d’oro dall’abitazione di una coppia presso cui svolgeva attività di dog sitter. La sentenza per questo procedimento è attesa il 27 gennaio.