Il Sindacato autonomo di polizia esprime vicinanza alla popolazione colpita dalla violenta tromba d’aria che, da venerdì, ha provocato gravi danni e disagi a Cremona. In una nota, la segreteria provinciale del Sap interviene anche sulla decisione di disputare la partita Cremonese-Modena, giocata poche ore dopo il passaggio del fenomeno atmosferico, e mette in discussione l’opportunità di mantenere l’appuntamento sportivo.
Secondo il sindacato, allo stadio era stato impiegato un contingente consistente di forze dell’ordine per garantire il regolare svolgimento dell’incontro e la gestione dell’ordine pubblico. Quelle stesse risorse, sostiene il Sap, avrebbero potuto essere destinate ai soccorsi e alla messa in sicurezza delle aree danneggiate, in una fase in cui la città doveva affrontare la presenza di alberi abbattuti, strade ostruite e accessi ai condomini difficilmente raggiungibili.
Il nodo dell’impiego delle pattuglie
La segreteria provinciale riferisce di aver visto pattuglie della Volante impegnate, con mezzi di fortuna, a liberare strade e ingressi dagli alberi e dal ghiaccio. Nello stesso momento, si legge nella nota, decine di squadre erano concentrate sul servizio allo stadio per presidiare una porzione limitata del territorio. Da qui nasce la domanda del sindacato sul bilanciamento tra le esigenze legate alla partita e quelle di una comunità colpita da un evento eccezionale.
Il Sap definisce sproporzionata la presenza di centinaia di poliziotti allo stadio rispetto alle necessità di una città alle prese con centinaia di alberi caduti e migliaia di persone che, secondo il sindacato, avevano bisogno di una presenza più visibile dello Stato nelle zone colpite. La critica non riguarda singoli operatori, ma la valutazione complessiva delle priorità e delle modalità con cui furono organizzati i servizi.
La richiesta di una valutazione diversa
Nella nota, il sindacato richiama i compiti attribuiti alla Polizia di Stato dalla legge 121/81 e sostiene che, in una situazione simile, sarebbe stato necessario concentrare maggiormente il personale nelle attività di soccorso e assistenza alla popolazione. Il Sap afferma inoltre che ci sarebbe stato un ampio margine temporale, prima dell’arrivo dei tifosi modenesi, per valutare il rinvio dell’incontro e ridistribuire gli agenti impegnati nell’area dello stadio.
La segreteria provinciale precisa di non voler attribuire responsabilità individuali, ma di voler evidenziare quello che considera un evidente corto circuito tra la gestione dell’evento sportivo e l’emergenza in corso. A suo giudizio, le autorità avrebbero dovuto adottare una decisione più tempestiva e proporzionata alla gravità della situazione, resa ancora più evidente anche dalla successiva visita del presidente Fontana.
La richiesta conclusiva è che, in futuro, davanti a calamità o emergenze di particolare rilievo, la tutela dell’incolumità pubblica venga orientata da criteri di proporzionalità e opportunità. Per il Sap, il rinvio della gara avrebbe rappresentato una scelta possibile per destinare il personale di servizio allo stadio alle operazioni di soccorso e al supporto delle persone colpite.