Novembre è il mese dedicato alla prevenzione oncologica maschile. In questo contesto, ASST Cremona aderisce alla campagna regionale Io non aspetto, promossa per richiamare l’attenzione sull’importanza di prendersi cura della propria salute senza rimandare controlli e valutazioni mediche.
L’iniziativa parte dalla constatazione che lavoro, famiglia e impegni quotidiani possono portare a trascurare un disturbo, rinviare una visita o attendere la comparsa di un problema prima di rivolgersi a un professionista. La prevenzione, invece, comprende anche scelte semplici e ripetute nel tempo: praticare attività fisica, seguire un’alimentazione equilibrata, non fumare, limitare il consumo di alcol e partecipare agli screening raccomandati.
Gli stili di vita incidono sul rischio
Francesco Spina, direttore dell’Oncologia dell’Ospedale di Cremona, sottolinea che molte neoplasie sono associate a fattori di rischio modificabili. Tra i tumori di maggiore rilevanza nella popolazione maschile rientrano quelli della prostata, del colon-retto e del polmone, il cui rischio può essere influenzato, seppure in misura diversa, dalle abitudini quotidiane.
Non esiste un comportamento in grado di eliminare completamente il rischio oncologico, ma alcune decisioni possono contribuire a ridurlo. Smettere di fumare è una delle misure più importanti: la rinuncia alle sigarette incide sul rischio di tumore del polmone, ma anche di quelli della vescica, della prostata e del distretto orofaringeo. Spina indica inoltre la necessità di mantenere un peso adeguato, muoversi con regolarità e privilegiare frutta e verdura, limitando carni rosse e lavorate e alimenti ultraprocessati.
Screening e segnali da non trascurare
Il cambiamento delle abitudini non deve necessariamente avvenire in modo radicale. La prevenzione è soprattutto il risultato di tante scelte corrette compiute ogni giorno, come non accendere una sigaretta o prestare attenzione a ciò che si porta in tavola. Secondo l’Oncologia di Cremona, non è mai troppo presto né troppo tardi per adottare comportamenti più salutari.
Lo stile di vita, però, non esaurisce le possibilità di prevenzione. È importante aderire ai programmi di screening raccomandati e seguire percorsi di controllo adeguati all’età, alla familiarità e ai fattori di rischio individuali. Allo stesso modo, un cambiamento persistente dello stato di salute o un disturbo che continua nel tempo non dovrebbe essere sottovalutato.
Rivolgersi al medico consente di ottenere una valutazione accurata e, quando necessario, di avviare gli accertamenti. La prevenzione contribuisce a ridurre la possibilità che la malattia insorga, mentre la diagnosi precoce può favorire l’individuazione di un tumore nelle fasi iniziali, quando le opportunità di cura possono essere maggiori. Movimento, alimentazione equilibrata, controllo del peso, moderazione dell’alcol, stop al fumo e adesione agli screening restano quindi azioni concrete alla portata di tutti.