San Lorenzo di Cremona, una delle basiliche più antiche della città e documentata già prima dell’anno Mille, sarà al centro di una giornata di studi dedicata alle sue origini e alle trasformazioni del complesso religioso. Il convegno Fondazioni e rinascite. San Lorenzo di Cremona nel contesto monastico italiano si svolgerà giovedì, a partire dalle 9.30, nell’Aula Magna del Campus Santa Monica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di studi medioevali, umanistici e rinascimentali e dal Centro studi sulla storia degli insediamenti monastici europei, il Cesime. L’obiettivo è approfondire la storia della chiesa e del monastero, inserendola nel quadro delle fondazioni monastiche italiane tra il Medioevo e la prima età moderna. Al confronto parteciperanno studiosi, ricercatori e rappresentanti di istituzioni culturali e archivistiche.
Dalle origini archeologiche alla presenza monastica
Dopo i saluti di Matteo Burgazzoli, vice-direttore della sede cremonese dell’ateneo, dell’assessore comunale alla Cultura Rodolfo Bona, di Umberto Longo, direttore dell’Istituto Storico Italiano per il Medioevo, e di Andrea Canova, preside della Facoltà di Lettere e filosofia, i lavori saranno presieduti da Francesco Panarelli, dell’Università della Basilicata e presidente della Società italiana per la storia medievale.
L’introduzione sarà affidata a Marina Volonté, conservatrice del Museo archeologico di Cremona, con un intervento dedicato alle trasformazioni dell’area, dalla necropoli al museo, prima e dopo la presenza del monastero. Il contributo servirà a collegare le testimonianze archeologiche alle diverse fasi della storia del sito.
Ad aprire le relazioni sarà Nicolangelo D’Acunto, direttore del Dipartimento e del Cesime, con un’analisi del monachesimo e delle riforme. Giancarlo Andenna si occuperà delle nuove fondazioni benedettine nelle città della Langobardia tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo, mentre Elisabetta Filippini ricostruirà le reti di San Lorenzo dalla fondazione alla presenza olivetana. Marco Petoletti approfondirà la figura di un abate e la cronaca del De Bezanis; Pietro Maria Silanos analizzerà invece il passaggio da monastero a commenda e le trasformazioni istituzionali.
Documenti, archivi e fasi costruttive
Il programma allargherà quindi lo sguardo al contesto italiano, con gli interventi di Alessandro Di Muro sui monasteri vescovili tra X e XII secolo e di Francesco Salvestrini sulle fondazioni monastiche vescovili nella Tuscia. La ricerca documentaria sarà al centro dei contributi di Raffaella Barbierato, direttrice della Biblioteca Statale di Cremona, e di Isabella Aurora, della Biblioteca Apostolica Vaticana, che presenterà le carte del monastero conservate nella biblioteca.
Emilio Giazzi illustrerà nuove ricerche sul complesso cremonese, mentre Valeria Leoni, direttrice dell’Archivio di Stato di Cremona, proporrà un approfondimento basato sull’archivio fotografico di Giuliano Regis. A chiudere il percorso sarà Giorgio Voltini, con un confronto tra la chiesa ottoniana e la basilica di San Lorenzo databile tra la fine del XII secolo e il primo decennio del XIII. L’analisi riguarderà strutture, reperti, fasi costruttive ed elementi decorativi. Conclusioni e discussione saranno affidate a Guido Cariboni, dell’Università Cattolica.
Il convegno affronterà dunque San Lorenzo come luogo in cui si intrecciano storia ecclesiastica, trasformazioni istituzionali, vicende politiche, testimonianze archeologiche e documenti d’archivio. La ricostruzione delle sue origini e dei successivi passaggi di gestione consentirà di collegare la vicenda cremonese alle dinamiche delle fondazioni monastiche medievali nelle città italiane.
L’iniziativa è organizzata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con il Ministero della Cultura, la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia, la Direzione generale Archivi e l’Archivio di Stato di Cremona. Il convegno è patrocinato, tra gli altri, dal Comune e dalla Provincia di Cremona, dall’Istituto Storico Italiano per il Medioevo, dalla Biblioteca Statale di Cremona e dalla Biblioteca Apostolica Vaticana. La partecipazione è gratuita e aperta al pubblico.