È caduta a terra e si è spezzata la lastra in marmo collocata sul Torrione di via Ghinaglia, a Cremona, con la riproduzione della planimetria dell’antico fortilizio di Santa Croce. La lastra era inserita nella mappa della città realizzata da Antonio Campi nel 1583. Al momento non è chiaro se il danneggiamento sia stato provocato da un atto vandalico oppure da una fatalità.
Il danno dopo la ripulitura
Il manufatto storico era stato interessato appena poche settimane fa da un intervento di pulizia. A metà luglio, i volontari del circolo cittadino di Legambiente avevano rimosso le erbacce e la vegetazione cresciuta attorno al Torrione, nell’ambito di un accordo con l’amministrazione comunale per la valorizzazione delle mura storiche.
L’attività aveva riguardato in particolare la vegetazione ritenuta dannosa per quel che resta della cinta muraria. L’intesa tra il Comune e l’associazione prevede un intervento più ampio, rivolto all’intero sistema delle antiche mura, con l’obiettivo di restituire visibilità e tutela a una parte del patrimonio storico cittadino. Il danneggiamento della lastra si è verificato quindi a breve distanza dalla conclusione dei primi lavori.
La storia del fortilizio
Il castello di Santa Croce venne edificato a partire dal 1370 per volontà di Bernabò Visconti, in un’area precedentemente occupata da un monastero benedettino, dal quale ereditò il nome. Nel corso dei secoli il complesso fu modificato più volte, prima sotto Gian Galeazzo Maria Sforza e poi durante la breve dominazione di Cabrino Fondulo.
Il fortilizio raggiunse il massimo livello di sicurezza e ricchezza sotto Francesco Sforza. Per ampliare e rafforzare le difese fu incaricato l’architetto Bartolomeo Gadio, che realizzò un barbacane, due rivellini e una seconda cinta muraria interna. Tra gli ospiti illustri ricordati figurano Ludovico il Moro e Bianca Maria Visconti.
Il castello fu progressivamente smantellato sotto il dominio asburgico, dopo essere stato venduto al marchese Magio, che aveva iniziato a demolirlo per ricavarne materiale di risulta. La demolizione fu completata all’inizio dell’Ottocento. Oggi il Torrione di via Ghinaglia rappresenta una delle testimonianze rimaste di quella struttura e la lastra spezzata costituiva un supporto per ricostruirne l’impianto e la storia.