Sanità regionale

Ricette urgenti: il Psi contesta le nuove regole in Lombardia

La richiesta va registrata entro dieci giorni, ma i tempi della prestazione restano invariati

Ricette urgenti: il Psi contesta le nuove regole in Lombardia

Il Partito Socialista Italiano di Cremona contesta le nuove disposizioni sulle ricette mediche entrate in vigore in Lombardia il 15 settembre. Al centro della presa di posizione ci sono le modalità di gestione delle prescrizioni con codice U, cioè Urgente, e B, corrispondente a Breve.

Il nodo della registrazione

Secondo il PSI Cremona, la riforma avrebbe modificato il significato concreto della priorità urgente. L’indicazione non garantirebbe infatti che l’esame o la prestazione sanitaria vengano effettuati in tempi compatibili con le necessità del paziente, ma imporrebbe soprattutto un adempimento amministrativo.

In particolare, una ricetta contrassegnata con il codice U obbligherebbe il cittadino a recarsi allo sportello entro 10 giorni dalla prescrizione per registrare la prenotazione e mantenere valida la richiesta. La scadenza, osserva il partito, riguarderebbe quindi la procedura di prenotazione e non l’effettiva erogazione della prestazione.

Le critiche al sistema sanitario

La posizione del PSI è che, nonostante l’obbligo di attivarsi rapidamente, i tempi di attesa restino invariati. Da qui la definizione di paradosso: la priorità urgente spingerebbe il paziente a muoversi subito per completare la pratica, senza però assicurare che la visita o l’esame vengano eseguiti quando necessario.

Nella nota, il PSI Cremona esprime inoltre solidarietà ai medici di base impegnati nello sciopero richiamato nel testo. Il partito descrive i professionisti come lasciati a gestire il peso di un sistema sanitario in difficoltà, tra burocrazia e riforme considerate calate dall’alto. La critica viene estesa alle conseguenze per chi lavora sul territorio e per i cittadini che chiedono una cura tempestiva.