Commercio locale

Nel Cremonese persi 142 bar in sei anni

Lo studio Confesercenti segnala il calo delle attività tra costi crescenti e consumi cambiati.

Nel Cremonese persi 142 bar in sei anni

La provincia di Cremona ha perso 142 bar in sei anni, con una riduzione del 13,6% delle attività: il numero degli esercizi è sceso da 1.044 a 902. Il dato emerge da uno studio dell’Ufficio Economico di Confesercenti, elaborato sulla base dei dati Infocamere.

La contrazione è stata ancora più marcata nel capoluogo, dove tra il 2019 e il 2025 i bar sono diminuiti del 18,5%. Le attività sono passate da 278 a 243, con una variazione netta negativa di 53 esercizi. Il dato considera la differenza complessiva tra le imprese presenti nelle due date e non il numero delle singole chiusure avvenute nel periodo.

Il confronto con il dato nazionale

La tendenza riguarda l’intero comparto. A livello nazionale le imprese attive nel settore sono diminuite di 24.073 unità, passando da 169.839 a 145.766, con un calo del 14,2%. Tra i fattori indicati nell’analisi figurano l’aumento dei costi dell’energia, delle materie prime, degli affitti e del lavoro, oltre alla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie.

Secondo lo studio, dopo la pandemia anche il lavoro da remoto e il cambiamento delle abitudini hanno modificato i flussi nei centri urbani e le occasioni di consumo. A queste difficoltà si aggiungono la ricerca di personale e il ricambio generazionale, particolarmente rilevanti per attività caratterizzate da un’elevata intensità di lavoro e da scontrini medi contenuti.

Agostino Boschiroli, presidente della sede territoriale di Cremona di Confesercenti della Lombardia Orientale, ha sottolineato il ruolo dei pubblici esercizi nella vita quotidiana e nella socialità delle comunità. La riduzione dei bar, secondo il presidente, non riguarda soltanto l’economia e l’occupazione, ma anche la disponibilità di luoghi di incontro collegati al turismo e alla vita dei centri abitati.

La proposta per la rigenerazione urbana

Confesercenti collega l’analisi alla proposta di legge di iniziativa popolare intitolata Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. L’obiettivo indicato è creare condizioni più favorevoli per la nascita di nuove imprese, l’innovazione delle attività esistenti e il ricambio generazionale.

Tra gli strumenti previsti figurano le Zone Economiche Speciali di Prossimità, con misure fiscali, finanziarie e di semplificazione, oltre a un Fondo e a un Osservatorio dedicati alla rigenerazione urbana. Enrico Tinelli, presidente territoriale Fiepet Confesercenti, ha evidenziato la necessità di sostenere la qualità dell’offerta, la formazione e la qualificazione professionale.

La campagna nazionale promossa dall’associazione punta alla raccolta di almeno 50.000 firme per presentare il testo al Parlamento. Confesercenti invita imprenditori e cittadini a sottoscrivere la proposta, anche online attraverso le indicazioni pubblicate sul sito nazionale.