«Non si è mai fermata». È questa l’immagine di Mina restituita dal figlio Massimiliano Pani in un’intervista pubblicata dal Corriere della Sera. La cantante, lontana da tempo dalle scene e dalla vita pubblica, continua a mantenere un rapporto quotidiano con la musica, attraverso l’ascolto, la selezione dei brani e il lavoro in studio.
Pani, produttore dei dischi della madre, racconta un’artista ancora impegnata nella costruzione dei propri progetti. Mina ascolta continuamente nuove canzoni, inviate sia da autori affermati sia da musicisti meno conosciuti, e sceglie i brani senza lasciarsi condizionare dalle mode o dalla necessità di seguire un percorso prestabilito. Da questa ricerca nasce anche Dilettevoli inedite eccedenze, il nuovo album in uscita venerdì 9 ottobre.
Un album tra archivi e nuove incisioni
Il disco raccoglie dieci brani provenienti da periodi differenti. Accanto a registrazioni più recenti trovano spazio incisioni rimaste a lungo negli archivi, in un progetto che attraversa generi, epoche e lingue diverse. Tra le canzoni selezionate ci sono Eleanor Rigby dei Beatles, Yes I Know My Way di Pino Daniele, Dans mon île di Henri Salvador e La mia serenata di Jimmy Fontana.
Nel repertorio compare anche I carrettieri, cantata in dialetto siciliano, mentre torna alla luce Settembre di Ivano Fossati. Il progetto comprende inoltre Vento di passione, ancora legato alla produzione di Pino Daniele. Secondo il racconto di Pani, la scelta dei brani non nasce dall’intenzione di realizzare una semplice operazione nostalgia, ma dalla volontà di recuperare canzoni che Mina considera ancora capaci di comunicare qualcosa e di proporle attraverso una nuova interpretazione.
Il rapporto con Cremona
Il racconto del figlio presenta una dimensione privata della cantante, diversa dall’immagine pubblica costruita in decenni di carriera. La decisione di non apparire più in pubblico non ha coinciso con l’abbandono della musica: il lavoro prosegue nello studio, tra ascolti, selezioni e registrazioni. È in questo spazio che Mina continua a definire il proprio rapporto con il pubblico.
Resta centrale anche il legame con Cremona, la città associata al soprannome di Tigre di Cremona e alla sua identità artistica. Un rapporto nato negli anni della giovinezza e rimasto riconoscibile nella storia della cantante. Il nuovo progetto è accompagnato da un libretto con dodici immagini inedite, scelte da Mina insieme al fotografo Mauro Balletti, collaboratore di lunga data. La copertina utilizza invece una fotografia in bianco e nero risalente al periodo di Italiana, nel 1982. Anche il titolo richiama il recupero di materiali rimasti negli archivi e il loro ritorno alla luce, dentro una storia discografica ancora aperta.