Il costo della tazzina nei pubblici esercizi continua a crescere insieme alle altre spese che gravano sulle attività. Secondo la classifica del Centro di Formazione e Ricerca sui Consumi, oggi il caffè servito nei bar costa mediamente il 24% in più rispetto a cinque anni fa. In ambito regionale, Cremona, a pari merito con Brescia, occupa il 26° posto con una media di 1,30 euro per una consumazione, contro 1,08 euro nel 2021: l’incremento è del 20%.
Il valore della miscela e del servizio
Il presidente della FIPE Alessandro Lupi collega il prezzo alla qualità della miscela e al servizio offerto. Non tutte le tipologie di caffè, spiega, hanno lo stesso costo: alcune utilizzano prodotti più onerosi, mentre altre si basano su miscele meno costose. Per questo, secondo Lupi, anche una tazzina da 1,50 euro può essere considerata adeguata quando il cliente riceve un servizio proporzionato e un prodotto di qualità.
Nel suo locale al Crit, Lupi ha annunciato un ritocco al listino alla riapertura dopo la pausa: il caffè passerà a 1,40 euro. Il prezzo, ha spiegato, era fermo a 1,30 euro da circa due anni. La decisione arriva in un contesto segnato dall’aumento delle materie prime e dei costi sostenuti dai gestori.
Le diverse soglie nei locali
Le testimonianze raccolte tra i baristi mostrano però una situazione non uniforme. In un esercizio di piazza San Paolo la tazzina è ancora proposta a 1,20 euro. Il gestore ha spiegato che gli aumenti comunicati dai fornitori ricadono inevitabilmente sul prezzo finale, perché riguardano voci come caffè e zucchero. La dinamica viene descritta come una catena di rincari difficile da interrompere.
In corso Vittorio Emanuele, un’altra barista riferisce di mantenere da tempo il caffè a 1,30 euro, mentre cappuccino e ginseng vengono venduti a 1,70 euro. La titolare sostiene di riuscire a resistere finché non aumenteranno i costi a suo carico. Il prezzo da 1,50 euro, invece, viene percepito da alcuni clienti come eccessivo, soprattutto nei locali del centro.
La stessa cifra di 1,30 euro viene applicata anche al bar del Ponchielli. Il titolare ricorda che all’introduzione dell’euro il caffè costava 83 centesimi e non esclude che possa arrivare presto a 1,50 euro. A determinare le prossime scelte saranno soprattutto i costi delle forniture e le decisioni adottate dagli altri esercizi. In alcuni locali, tuttavia, il prezzo resta ancora invariato, in attesa di capire come evolverà il mercato.