Monitoraggio distrettuale

Po, la siccità resta estrema ma la risorsa idrica cresce

Le precipitazioni recenti hanno aumentato deflussi e volumi nei laghi; l’Autorità mantiene il livello di severità ALTA per il comprensorio.

Po, la siccità resta estrema ma la risorsa idrica cresce

La disponibilità di acqua è tornata a crescere nei corsi d’acqua e nei Grandi Laghi regolati del Distretto del Po, ma il miglioramento non consente ancora di parlare di un’inversione definitiva della tendenza. È quanto emerso dall’ultima riunione dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici, coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po. Risultano inoltre più contenute le emergenze idropotabili che hanno richiesto rifornimenti con autobotti, segnalate nei territori di Cuneo, Novara, Vercelli, Brescia, Pavia, Bergamo e Como, secondo dati Utilitalia.

La prolungata fase di deficit idrico, iniziata alla fine di giugno, continua tuttavia a pesare sugli indicatori di riferimento. Per il fiume Po persistono condizioni di siccità estrema e, su scala distrettuale, la severità idrica resta confermata come ALTA. A Cremona il livello è passato da -7,20, registrato 24 ore prima, a -6,36: un segnale incoraggiante, che dovrà però essere verificato nelle prossime settimane per poter assumere un carattere stabile.

Piogge intense, beneficio solo temporaneo

Nel corso della prima parte di agosto, le portate delle principali sezioni del Po sono rimaste per lungo tempo al di sotto dei valori caratteristici di magra, evidenziando una situazione di significativa sofferenza. Dalla terza decade del mese, le precipitazioni intense che hanno interessato ampie aree del Distretto hanno provocato anche ingenti danni alluvionali in alcune vallate, soprattutto in Lombardia, ma hanno determinato un rapido incremento dei deflussi. In diversi punti monitorati, i valori sono così arrivati vicino o sopra le medie tipiche del periodo.

L’Osservatorio ha richiamato l’attenzione sul ruolo dei temporali convettivi o di calore, favoriti dalle elevate temperature dell’aria e diventati sempre più spesso caratterizzati da dinamiche estreme. Anche quando le precipitazioni cumulate superano i 100 millimetri, la quantità di acqua effettivamente utile può rimanere limitata: i terreni molto asciutti assorbono poco e l’acqua tende a defluire rapidamente, alimentando onde di piena potenzialmente critiche a livello locale. Le piogge hanno quindi reintegrato parte dei volumi dei laghi e migliorato la disponibilità complessiva, senza però recuperare in modo significativo e duraturo il deficit accumulato.

Portate ancora inferiori ai valori stagionali

Al 25 agosto, le portate registrate nelle stazioni di riferimento risultavano pari a 338 metri cubi al secondo a Piacenza, 483 a Cremona, 635 a Boretto, 723 a Borgoforte e 787 a Pontelagoscuro. I valori restano inferiori ai livelli tipici della stagione, anche se il tratto terminale del fiume mostra un miglioramento rilevante.

A Pontelagoscuro, nel Delta, la portata di 787 metri cubi al secondo è infatti superiore alla soglia critica di 450 metri cubi al secondo associata all’ingressione salina. Dal 23 agosto i deflussi si mantengono oltre questo limite, contribuendo a contrastare la risalita dell’acqua salata nei rami del Delta e a ridurre temporaneamente le criticità delle settimane precedenti. Il calo delle temperature e le precipitazioni hanno infine ridotto la domanda irrigua: il rapporto tra prelievi effettivi e prelievi concessi è stimato intorno al 40%. Per i prossimi giorni sono previste condizioni inizialmente instabili, con piogge anche intense soprattutto nei settori nord-occidentali del Distretto e temperature vicine alla media del periodo.