Commercio locale

In provincia di Cremona crescono i negozi di vicinato

Dopo oltre quindici anni, censite 3.402 attività: resta però marcata la distanza tra centri maggiori e paesi periferici.

In provincia di Cremona crescono i negozi di vicinato

Il commercio di prossimità torna a crescere in provincia di Cremona. Secondo gli ultimi dati disponibili, aggiornati a giugno 2025, gli esercizi di vicinato presenti sul territorio sono 3.402, con un aumento di 103 attività rispetto all’anno precedente, pari al 3,1%. Si tratta di un’inversione rispetto a una fase negativa durata oltre quindici anni, durante la quale la provincia aveva perso più di 500 negozi sotto la pressione della grande distribuzione e dell’e-commerce.

La distribuzione sul territorio

Alla crescita del numero di attività si affianca anche l’aumento della superficie complessiva, che supera i 208 mila metri quadrati. Gli esercizi alimentari rappresentano il 22,7% del totale, mentre quelli non alimentari restano la componente più numerosa, con il 66,7%. Il dato conferma il ruolo dei piccoli punti vendita non soltanto sul piano economico, ma anche come presidio sociale e come principale canale di accesso ai beni di prima necessità per una parte della popolazione anziana.

La distribuzione, tuttavia, resta fortemente concentrata. Quasi due terzi degli esercizi si trovano in cinque comuni. Cremona ne conta 1.061, quasi un terzo del totale provinciale, seguita da Crema con 528 attività, Casalmaggiore con 227, Soncino con 150 e Soresina con 146. La presenza commerciale è invece molto più ridotta nelle aree periferiche: 44 comuni hanno meno di cinque negozi e sei centri, tra cui Campagnola Cremasca, Derovere e Voltido, non dispongono di alcuna attività.

Il ruolo dei Distretti del Commercio

Per Andrea Badioni, presidente di Confcommercio Provincia di Cremona, l’aumento rappresenta un segnale positivo, ma deve essere letto insieme alle differenze tra i diversi territori. I negozi di vicinato, ha sottolineato, svolgono una funzione di socialità soprattutto nei piccoli centri interessati dalla desertificazione commerciale, contribuendo a mantenere una dimensione di comunità.

Badioni ha inoltre richiamato il ruolo degli investimenti realizzati attraverso la rete dei Distretti del Commercio, con progetti sviluppati dagli enti pubblici insieme agli operatori privati e sostenuti da risorse regionali o nazionali. Secondo il presidente provinciale di Confcommercio, questi interventi hanno contribuito alla sopravvivenza, al mantenimento e al rilancio delle attività, dopo un lungo periodo di contrazione.

Il quadro complessivo della rete di vendita comprende anche 338 medie strutture e 11 grandi centri commerciali. La superficie commerciale media è pari a 1,53 metri quadrati per abitante, ma il dato è influenzato dalla presenza di grandi poli di acquisto come quelli di Gadesco-Pieve Delmona, che raggiunge 18,6 metri quadrati pro capite. La differenza tra i territori resta quindi evidente: 99 comuni su 113 si collocano sotto la media provinciale, delineando una distribuzione dei servizi divisa tra i principali poli di attrazione e i piccoli paesi.