La direzione generale dell’Asst di Cremona interviene sul ricorso a personale di cooperative per il reparto di Medicina Interna dell’ospedale Maggiore, dopo l’allarme sollevato dalla Cgil. Il direttore generale Ezio Belleri definisce la decisione una soluzione necessaria di fronte alla persistente difficoltà nel reperire infermieri.
Secondo l’azienda sanitaria, prima di rivolgersi a un soggetto esterno sono state utilizzate diverse modalità di reclutamento: concorsi, lavoro interinale e incarichi libero-professionali. Questi tentativi, però, non avrebbero consentito di trovare un numero sufficiente di professionisti. L’affidamento riguarderà l’assistenza infermieristica e le attività di supporto della Medicina Interna.
La scelta, spiega l’Asst, punta a mantenere attivi i posti letto e a evitare riduzioni dell’attività assistenziale. Allo stesso tempo, dovrebbe contribuire a garantire condizioni organizzative sostenibili per il personale già in servizio, compresa la possibilità di usufruire regolarmente di riposi e ferie. Belleri parla di una misura provvisoria e obbligata, legata alla necessità di assicurare la continuità delle cure.
Il precedente dell’Oglio Po
Un modello organizzativo analogo è già stato adottato nella Medicina dell’ospedale Oglio Po, reparto considerato comparabile per tipologia di assistenza, dimensioni e numero di posti letto. L’esperienza maturata a Casalmaggiore viene indicata dall’Asst come riferimento per l’introduzione del servizio anche a Cremona.
L’ingresso del personale esterno dovrebbe avvenire in modo graduale, con cicli strutturati di affiancamento insieme ai professionisti dell’azienda. L’obiettivo è favorire la conoscenza dell’organizzazione del reparto, dei percorsi assistenziali e delle modalità di lavoro dell’équipe. La procedura per l’affidamento è in fase di avvio e l’aggiudicazione è prevista indicativamente tra febbraio e marzo 2027.
Controlli sulla qualità dell’assistenza
L’Asst precisa che il ricorso a un soggetto esterno non modifica la propria responsabilità sulla qualità e sulla sicurezza delle prestazioni. Il servizio sarà seguito attraverso indicatori organizzativi e assistenziali, valutazione degli esiti e strumenti dedicati a raccogliere direttamente l’esperienza dei pazienti. L’azienda assicura che il monitoraggio consentirà di individuare eventuali criticità e di intervenire tempestivamente.
Tra gli strumenti utilizzati figura il questionario PREM-NCE-IP, che valuta 21 aspetti dell’assistenza infermieristica durante il ricovero, tra cui rispetto della privacy, ascolto, chiarezza delle informazioni, attenzione ai bisogni, disponibilità e continuità tra i turni. La rilevazione aziendale ha raccolto 494 questionari, dei quali 366 completi.
Il punteggio medio relativo all’esperienza infermieristica è stato di 99,29 su 105, mentre il 48,4 per cento dei pazienti ha assegnato il punteggio massimo. Nella rilevazione sono compresi anche la Medicina dell’Oglio Po e l’Ospedale di Comunità di Casalmaggiore, dove l’assistenza infermieristica e di supporto è affidata a un soggetto esterno. I risultati, riferisce l’Asst, sono risultati in linea con quelli degli altri reparti.