È stata inaugurata venerdì 25 settembre, nel campus di Santa Monica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Cremona, l’esposizione Il Giardino delle Metamorfosi, dedicata alle opere di Silvia e Giorgio Rastelli e curata da Fortunato D’Amico. Il percorso prosegue fino a sabato 31 ottobre e si sviluppa tra il Corpo Aule, la Biblioteca e l’Aula Magna, con ingresso libero.
L’iniziativa è stata concepita per integrare le opere negli spazi attraversati ogni giorno dagli studenti, senza separarle dalla vita del campus. L’esposizione nasce dal rapporto già avviato dall’Università Cattolica con i due artisti in occasione di una precedente esperienza nella sede di Piacenza e rappresenta un adattamento del loro lavoro agli ambienti e alle attività della sede cremonese.
Un percorso tra natura e trasformazione
Il progetto è articolato in tre movimenti: radici, giardino e migrazioni. Il filo conduttore è il rapporto tra uomo e natura, affrontato attraverso i temi della memoria, delle stagioni, del ciclo della vita e del cambiamento. Nel testo di presentazione, il direttore della sede di Piacenza-Cremona, Angelo Manfredini, descrive l’allestimento come un paesaggio vivo, capace di intrecciare le opere con il ritmo quotidiano della comunità universitaria.
Secondo Manfredini, chiamare l’iniziativa semplicemente mostra sarebbe riduttivo, perché le opere sembrano appartenere agli ambienti che le ospitano. Gli studenti possono incontrarle mentre raggiungono le aule, entrano in biblioteca o si spostano all’interno della struttura. L’obiettivo è creare un’esperienza fatta di incontri inattesi, in cui le immagini possono essere osservate al di fuori di uno spazio espositivo tradizionale.
Durante l’inaugurazione, il vicedirettore del campus di Cremona, Matteo Burgazzoli, ha invitato i visitatori a lasciarsi coinvolgere dalle opere prima di cercarne un’interpretazione. L’esposizione è stata presentata anche come parte del progetto formativo dell’ateneo, che intende affiancare alla preparazione teorica ed esperienziale uno stimolo culturale rivolto in particolare agli studenti.
Il dialogo tra padre e figlia
Al centro del progetto curatoriale di Fortunato D’Amico c’è il concetto di metamorfosi, inteso non solo come trasformazione di ciò che viene rappresentato, ma anche come cambiamento del rapporto tra l’essere umano e l’ambiente. Il percorso prende avvio dalla natura e dalle stagioni, si sviluppa intorno all’idea del giardino e del ciclo vitale e approda al tema delle migrazioni, coinvolgendo anche musica, letteratura e memoria.
Un ulteriore elemento è il rapporto artistico tra Giorgio e Silvia Rastelli, padre e figlia. I due autori utilizzano linguaggi differenti, ma condividono un punto di partenza legato alla natura e al territorio. Per il curatore, il loro lavoro rappresenta anche una forma di trasmissione e un passaggio di testimone tra generazioni.
Il Giardino delle Metamorfosi è visitabile negli orari di apertura del campus: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30, il sabato dalle 10 alle 17.30 e la domenica dalle 15 alle 17.30. L’accesso all’esposizione è gratuito.