Società e lavoro

A Cremona il confronto su intelligenza artificiale e umanità

Don Bruno Bignami richiama dignità, relazioni e limiti davanti alle nuove tecnologie

A Cremona il confronto su intelligenza artificiale e umanità

A Cremona, nella sede di Confartigianato, si è discusso del rapporto tra persona e intelligenza artificiale durante l’incontro Custodire la nostra umanità nel tempo dell’IA, promosso da Anap Cremona. Al centro della serata le trasformazioni introdotte dalle nuove tecnologie e le conseguenze che possono avere sulla vita sociale e professionale.

Relatore è stato don Bruno Bignami, sacerdote della Diocesi di Cremona e direttore dell’Ufficio nazionale della Cei per i problemi sociali e il lavoro. La riflessione ha preso le mosse dall’enciclica Magnifica humanitas, indicata nel corso dell’incontro come riferimento per affrontare il tema dell’intelligenza artificiale e del ruolo dell’essere umano in una fase di rapida evoluzione tecnologica.

La tecnologia e la dignità della persona

Secondo don Bignami, le innovazioni non devono essere considerate soltanto una fonte di preoccupazione, perché possono offrire anche opportunità significative. La questione decisiva riguarda però il modo in cui l’uomo sceglie di impostare il rapporto con la tecnica e la visione della persona che intende mettere al centro. Essere umani, ha sottolineato, non significa soltanto essere efficienti o performanti, ma anche riconoscere la dignità di ciascuno.

Nel corso del confronto è stato richiamato anche il contesto segnato da guerre, crisi climatiche, disuguaglianze economiche e povertà. In questo scenario, la tutela della dignità umana rappresenta un impegno da mantenere sia nel mondo del lavoro sia nella dimensione sociale, soprattutto mentre lo sviluppo dell’intelligenza artificiale procede rapidamente.

Il limite come parte dell’essere umano

Il sacerdote ha osservato che ogni evoluzione tecnologica riflette un’impostazione di fondo attribuita dall’uomo agli strumenti che costruisce. Da qui le domande su quale futuro si voglia realizzare e su quale idea di persona debba guidare l’innovazione. Tra i temi affrontati anche il superamento del limite, associato alle prospettive del transumanesimo e del postumanesimo.

La conclusione della riflessione ha posto l’accento sulla necessità di preservare la concretezza dell’esperienza umana. La capacità di amare e di costruire relazioni è stata indicata come un patrimonio da custodire anche nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Alceste Bertoletti, presidente di Anap Cremona, ha spiegato che l’associazione promuove questi momenti per favorire una maggiore comprensione dei problemi del presente e preparare la società alle trasformazioni future.