Tra le reazioni alla manovra 2027 c’è quella di Andrea Virgilio, sindaco di Cremona, che invita a valutare il provvedimento non soltanto attraverso i numeri, ma anche considerando gli effetti sui bisogni delle persone e sull’organizzazione dei servizi pubblici. Secondo il primo cittadino, il nodo principale riguarda il rapporto tra le scelte fiscali dello Stato e la capacità dei Comuni di sostenere le attività rivolte alla cittadinanza.
Virgilio sottolinea che chi amministra un ente locale deve fare i conti con vincoli finanziari e preoccupazioni quotidiane di famiglie e cittadini. Il rischio, osserva, è che un risparmio ottenuto a livello statale si trasformi in una maggiore spesa per i Comuni o per i nuclei familiari. I tagli alle amministrazioni locali, aggiunge, possono quindi tradursi in una riduzione della capacità di garantire servizi, con conseguenze che ricadono indirettamente sulla popolazione.
Il nodo delle entrate locali
Nel giudizio del sindaco, tra gli aspetti più problematici c’è l’ampliamento del regime forfettario, che potrebbe ridurre la base imponibile delle addizionali locali. Anche gli interventi sull’Irpef, sostiene Virgilio, rischiano di indebolire i bilanci territoriali. La riduzione delle imposte viene definita importante, ma lo Stato dovrebbe farsi carico delle conseguenze delle proprie decisioni attraverso compensazioni complete, automatiche e tempestive.
Per il primo cittadino, tuttavia, restituire un’entrata persa non sarebbe sufficiente a mantenere invariata l’offerta pubblica. I Comuni devono affrontare l’aumento dei costi per riscaldare le scuole, curare gli spazi pubblici e garantire l’assistenza. Con le stesse risorse, avverte, si rischia di fare meno. Da qui la richiesta di finanziamenti capaci di seguire l’andamento dei costi, anche attraverso una quota delle maggiori entrate fiscali legate all’aumento dei prezzi.
Servizi e investimenti dopo il Pnrr
Un altro tema riguarda il dopo Pnrr. Virgilio richiama l’esempio dei nuovi asili nido: alla realizzazione delle strutture devono seguire risorse per educatori, pulizie, riscaldamento e manutenzione. Per le famiglie, spiega, è essenziale sapere che il servizio continuerà a funzionare nel tempo. La continuità, secondo il sindaco, deve essere prevista nella programmazione nazionale per tutte le strutture pubbliche.
Nel suo intervento, Virgilio collega il potere d’acquisto anche alla disponibilità dei servizi collettivi. Un beneficio fiscale può essere ridimensionato se aumentano le spese per gli spostamenti, le cure o l’assistenza a un familiare. Per questo indica come priorità una programmazione stabile per trasporto pubblico, casa, scuola, welfare e sanità territoriale, insieme alla prevenzione climatica e al sostegno alle aree interne. L’obiettivo, afferma, è evitare interventi temporanei finanziati da nuovi tagli.
Il sindaco chiede infine che l’esame parlamentare garantisca entrate certe, riveda i sacrifici già imposti e adegui le risorse ai costi reali dei servizi. Nel confronto con le rappresentanze economiche, aggiunge, occorrerebbe mettere al centro una strategia per il sistema produttivo, oltre le agevolazioni temporanee. La capacità dei Comuni di investire e rendere attrattive le città, sostiene, interessa anche le imprese.
Virgilio richiama inoltre la necessità di affrontare il tema della produttività e della crescita senza attribuire tutte le responsabilità ai vincoli europei. A suo giudizio, l’Italia deve dotarsi di politiche più strutturali, capaci di sostenere salari, investimenti e sviluppo dei territori. La conclusione è un appello a un impegno comune tra amministrazioni e sistema produttivo per costruire una prospettiva di crescita duratura.