Un incontro fissato per chiarire una vicenda personale si sarebbe trasformato in una violenta aggressione. È iniziato davanti al Tribunale di Cremona il procedimento a carico di un uomo di 43 anni, imputato per minaccia e lesioni personali ai danni del fidanzato di una sua amica. L’imputato è difeso dall’avvocato Fabrizio Vappina.
I fatti risalgono al 9 aprile 2022. Secondo quanto ricostruito in aula dalla persona offesa e dalla compagna, il giovane, oggi trentatreenne, avrebbe deciso di incontrare l’uomo dopo aver saputo che la fidanzata aveva avuto con lui un bacio, in un momento di difficoltà. La coppia, dopo un primo confronto, avrebbe scelto di chiedere direttamente chiarimenti.
Il confronto in strada
La donna avrebbe quindi scritto all’imputato chiedendogli di incontrarsi in piazza. Stando al racconto del compagno, l’uomo sarebbe arrivato a bordo di un’Audi, fermandosi al centro di una rotonda. Dopo essere sceso dalla vettura, avrebbe colpito il trentatreenne con un pugno all’altezza delle sopracciglia, facendolo cadere a terra, per poi continuare a picchiarlo.
La fidanzata avrebbe tentato di separarli, finendo a sua volta a terra. L’intervento di alcuni passanti avrebbe interrotto il pestaggio. La dinamica riferita dai due testimoni sarebbe stata successivamente confrontata con le immagini della videosorveglianza della zona, proiettate durante l’udienza.
La coppia si sarebbe quindi allontanata alla ricerca di aiuto. Poco dopo sarebbero intervenuti il personale del 118 e i Carabinieri. Il giovane è stato trasportato in ospedale, dove le lesioni riportate hanno richiesto un intervento chirurgico. Gli accertamenti hanno evidenziato la frattura del pavimento orbitale, della parete mediale e del naso, oltre a diverse ferite. Per la ricostruzione sono state inserite placche in titanio e la guarigione si è protratta per mesi.
La telefonata del giorno successivo
La vicenda, secondo le testimonianze, non si sarebbe conclusa quella sera. Il giorno seguente la coppia avrebbe nuovamente incrociato l’auto dell’imputato. In seguito, sul telefono della donna sarebbe arrivata una chiamata dell’uomo, durante la quale sarebbe stata pronunciata una frase dal contenuto minaccioso, interpretata dalla persona offesa come un avvertimento a subire ulteriori violenze.
La compagna del trentatreenne, che all’epoca frequentava la palestra dell’imputato, ha inoltre riferito in aula i rapporti esistenti tra loro e ha confermato di aver raccontato al convivente i messaggi scambiati e il bacio. Il giovane, costituitosi parte civile e assistito dall’avvocato Ernesto Calistro del foro di Parma, ha ribadito la propria versione dei fatti.
Nel corso dell’udienza è stato ascoltato anche il medico legale che aveva visitato la persona offesa nel giugno 2023. Il professionista ha descritto gli esiti delle lesioni, tra cui un’alterazione della sensibilità del ramo del nervo trigemino. Il procedimento è stato rinviato al 16 novembre, quando sono previste le successive attività processuali.