Numeri economici

Lavoro stabile, retribuzioni sopra la media nazionale

L’indagine 2024 colloca il territorio al decimo posto per continuità occupazionale e al ventiduesimo per salario annuo.

Lavoro stabile, retribuzioni sopra la media nazionale

La provincia di Cremona si colloca tra i territori italiani con la maggiore continuità occupazionale. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, elaborata sulla base dei dati INPS e Istat relativi al 2024 e dedicata a giornate lavorate, retribuzioni e produttività.

Secondo la rilevazione, i dipendenti del settore privato cremonese hanno ricevuto in media 260,8 giornate retribuite nell’anno. Il dato supera ampiamente la media nazionale, ferma a 246,5 giornate, e assegna al territorio il decimo posto in Italia nella graduatoria sulla frequenza del lavoro.

La continuità occupazionale

Al vertice della classifica si trovano Lecco, con 265,4 giornate, Biella con 263,9 e Vicenza con 263,4. Seguono Monza-Brianza, Lodi, Treviso, Padova, Bergamo e Varese. La presenza ai primi posti di numerose province lombarde e venete viene ricondotta dall’analisi a una struttura produttiva caratterizzata soprattutto da attività manifatturiere, contratti a tempo pieno e maggiore regolarità occupazionale.

Il quadro risulta diverso nelle aree in cui hanno un peso maggiore il turismo, la stagionalità e le forme di lavoro discontinue. La differenza nel numero di giornate lavorate contribuisce infatti a determinare la disponibilità complessiva di reddito, oltre al livello della paga giornaliera.

Retribuzioni e divario territoriale

Nel 2024 la retribuzione media annua lorda di un dipendente privato nella provincia di Cremona è stata di 25.662 euro, con una media giornaliera di 98,39 euro. Il territorio occupa così l’ottavo posto in Lombardia e il 22esimo tra le 107 province considerate. Il valore è superiore alla media italiana, pari a 24.486 euro annui, ma resta distante da quello di Milano, prima in Italia con 35.670 euro.

Tra le province lombarde seguono, nella graduatoria delle retribuzioni medie annue, Monza-Brianza con 29.576 euro, Lecco con 27.788, Varese con 27.030, Bergamo con 27.001 e Lodi con 26.380. Cremona precede Brescia, Mantova e Como, rispettivamente a 25.418, 25.309 e 25.168 euro.

L’indagine evidenzia anche un marcato divario tra Nord e Mezzogiorno. Nel settentrione si registrano mediamente 255 giornate lavorative, contro le 228 del Sud, con una differenza di 27 giornate. Anche la paga giornaliera presenta uno scarto significativo: 108 euro al Nord contro 80 euro nel Mezzogiorno, pari a un divario del 36%.

Per l’Ufficio Studi della CGIA, la fragilità dei redditi nelle aree meno performanti non dipende soltanto dal valore della retribuzione oraria, ma anche dalla frammentazione del lavoro. Tra i fattori indicati figurano il part-time involontario, la stagionalità dei contratti e il lavoro sommerso. Per contrastare il fenomeno del lavoro povero, l’associazione propone maggiore stabilità contrattuale, crescita della produttività e rafforzamento della contrattazione aziendale e territoriale di secondo livello, oggi applicata, secondo la rilevazione, nel 26% delle imprese private italiane.