Settore primario

Il modello danese a confronto con l’agricoltura italiana

Consulenti analizzano dimensioni aziendali, cooperazione, finanza e mercati esteri durante una visita professionale.

Il modello danese a confronto con l’agricoltura italiana

Un gruppo di consulenti provenienti dalla Danimarca ha incontrato nei giorni scorsi i rappresentanti di Credito Padano per esaminare caratteristiche, differenze e prospettive dei sistemi agricoli dei due Paesi. Al centro dell’analisi sono emersi il diverso peso delle aziende, il ruolo della cooperazione e la necessità di strumenti finanziari capaci di sostenere investimenti con orizzonti temporali più lunghi.

La visita si è svolta nell’ambito dell’Experience Group, network danese nato nel 2001 che riunisce consulenti senior e manager impegnati nel supporto alle imprese agricole e agroalimentari. Ogni anno il gruppo sceglie un Paese europeo per approfondire modelli organizzativi, dinamiche di mercato e prospettive del comparto. Per il 2026 la scelta è ricaduta sull’Italia e, tra le realtà economiche inserite nel programma, anche Credito Padano è stato individuato per l’esperienza maturata nella consulenza e nel credito agrario.

Strutture e filiere a confronto

Secondo i dati citati durante l’incontro, le aziende agricole danesi hanno dimensioni medie circa sette volte superiori a quelle italiane. Il sistema del Paese nordico è inoltre caratterizzato da filiere fortemente organizzate, spesso sostenute da grandi strutture cooperative e orientate ai mercati internazionali.

Il processo di concentrazione è proseguito negli ultimi anni: tra il 2005 e il 2025 il numero delle aziende agricole e orticole danesi è diminuito del 48%, arrivando quasi a dimezzarsi, mentre è aumentata la presenza di imprese di maggiore estensione. La filiera agroalimentare resta fortemente proiettata verso l’estero. Nel 2025 le esportazioni del comparto agricolo, alimentare e agroindustriale hanno raggiunto quasi 212 miliardi di corone, pari a 28,4 miliardi di euro, il valore più alto mai registrato.

Il sistema italiano presenta invece una maggiore frammentazione e una più ampia varietà di produzioni legate ai territori. Accanto alle imprese strutturate operano aziende familiari, realtà specializzate, attività multifunzionali e produzioni che fondano la propria competitività su qualità, origine e legame con il territorio. Le differenze organizzative non impediscono, tuttavia, di individuare alcune sfide comuni: aumento dei costi, volatilità dei prezzi, ricambio generazionale, investimenti tecnologici e transizione verso modelli più sostenibili.

Il ruolo della consulenza

Nel corso del confronto, il presidente di Credito Padano Arnaldo Ghisotti ha sottolineato la presenza di una tradizione cooperativa in entrambi i Paesi, seppure declinata attraverso strutture differenti. La consulenza è stata indicata come uno strumento utile per valutare la solidità dei progetti anche sotto il profilo finanziario e per accompagnare le imprese nella pianificazione degli investimenti.

Il responsabile del Dipartimento Agricoltura, Diego Pallavera, ha evidenziato che il sostegno alle aziende non si esaurisce nell’erogazione del credito, ma comprende la costruzione di piani sostenibili e il rafforzamento delle competenze economico-finanziarie necessarie nel rapporto con il sistema bancario. Il vicedirettore generale Andrea Nasi ha invece rimarcato la funzione dello scambio di esperienze, precisando che l’obiettivo della visita non era sovrapporre modelli profondamente diversi, ma metterne a confronto punti di forza e strumenti.

Da una parte, il sistema danese ha mostrato il valore della dimensione organizzativa, dell’integrazione tra i diversi anelli della catena produttiva e dell’apertura ai mercati internazionali. Dall’altra, il sistema italiano ha offerto una prospettiva basata sulla prossimità, sulla conoscenza dei territori e sulla capacità di rapportarsi a un tessuto produttivo articolato. La delegazione ha infine concluso la visita con una conoscenza più ravvicinata del territorio cremonese e di alcune eccellenze enogastronomiche locali.