Riconoscimento culinario

Premiata a Stagno Lombardo la Cascina Lago Scuro

Il Gambero Rosso valorizza progetto familiare, materie prime, agricoltura biologica e tradizione rurale.

Premiata a Stagno Lombardo la Cascina Lago Scuro

Cascina Lago Scuro, storica realtà agricola di Stagno Lombardo, in provincia di Cremona, ha ricevuto il premio speciale Cucina e territorio nell’ambito della Guida Ristoranti d’Italia 2027 del Gambero Rosso, presentata il 26 ottobre. Il riconoscimento valorizza un progetto gastronomico fondato sull’impiego delle materie prime e sul rapporto diretto con il territorio in cui vengono prodotte.

La cascina si trova nella campagna cremonese e opera come azienda agricola a conduzione familiare. Le attività comprendono la coltivazione, l’allevamento, la trasformazione degli alimenti e la ristorazione, in un modello che riunisce le diverse fasi della filiera. Il lavoro sulle materie prime viene svolto direttamente all’interno dell’azienda, con attenzione alla stagionalità e ai ritmi della natura.

Un progetto agricolo e gastronomico

La storia contemporanea della realtà agricola prende forma nel 1990, quando Fabio e Paola Grasselli scelgono di recuperare la proprietà di famiglia e di tornare a dedicarsi a un’agricoltura biologica, sostenibile e orientata alla qualità. Da quella scelta si è sviluppato un progetto che mette in relazione la produzione agricola, la cucina e la condivisione del cibo.

Oggi il percorso prosegue con il figlio Luca e la moglie Federica, impegnati nello sviluppo delle attività. Al centro resta il legame tra terra, cibo e condivisione, una filosofia che accompagna sia il lavoro nei campi sia la proposta gastronomica della cascina. Il premio assegnato dal Gambero Rosso riconosce proprio questa integrazione tra produzione agricola e ristorazione.

Le origini della cascina

Le radici del complesso sono però più antiche. Secondo la ricostruzione storica della famiglia, alcune parti della struttura risalgono al periodo compreso tra il XIV e il XV secolo, quando nella zona, allora paludosa, si insediarono i monaci Olivetani. Il loro intervento contribuì alla bonifica dei terreni e alla nascita di una realtà basata sull’autoproduzione e sulla condivisione.

Alla fine del Settecento la proprietà si ampliò fino a trasformarsi in un villaggio rurale, nel quale vivevano e lavoravano numerose famiglie. È questo patrimonio storico, insieme alla continuità dell’attività agricola e all’organizzazione familiare, a fare da contesto al progetto premiato nella nuova guida del Gambero Rosso.