Un traffico internazionale di rifiuti pericolosi diretti in Pakistan è stato scoperto dai Carabinieri del Noe, che hanno eseguito un’operazione su delega della Dda della Procura bresciana. L’inchiesta ha portato a due misure cautelari personali, quattordici perquisizioni e al sequestro preventivo di un impianto di trattamento rifiuti in provincia di Brescia.
Le indagini, avviate nel febbraio 2023, sono scaturite da un controllo effettuato al porto di Genova, dove i Carabinieri e l’Agenzia delle Dogane hanno intercettato nove container diretti in Pakistan. Questi container contenevano tonnellate di compressori per elettrodomestici non bonificati, presentati come materiale di recupero grazie a documenti falsi.
Il meccanismo del “giro-bolla”
Secondo gli investigatori, la rete criminale utilizzava un meccanismo noto come “giro-bolla”, attraverso il quale i rifiuti venivano registrati solo sulla carta come transitati e trattati in un impianto autorizzato. In realtà, i rifiuti venivano spediti direttamente a destinazione senza alcuna bonifica, violando le normative ambientali.
Attualmente, sono indagate 16 persone fisiche e 12 società coinvolte in questo traffico illecito. L’operazione dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico rappresenta un importante passo nella lotta contro il traffico di rifiuti pericolosi, un fenomeno che mette a rischio la salute pubblica e l’ambiente.