Un risarcimento derivato da una vicenda giudiziaria si trasforma in un aiuto per le persone autistiche e le loro famiglie. È la scelta compiuta da Santo Canale, che ha deciso di destinare ad Accendi il Buio i 3.000 euro ricevuti come parte offesa nel procedimento.
L’associazione ha espresso pubblicamente la propria gratitudine all’assessore, sottolineando come la sua attenzione si sia rivolta alle persone autistiche e ai loro familiari. Per Accendi il Buio, il gesto assume un significato che va oltre il valore economico e rappresenta un segnale di vicinanza verso una comunità spesso chiamata a confrontarsi con difficoltà di ascolto, comprensione e partecipazione.
Il sostegno all’inclusione
Secondo quanto riferito dall’associazione, Canale aveva già contribuito in altre occasioni a promuovere la conoscenza dell’autismo tra i giovani e in contesti nei quali le persone autistiche rischiano di non trovare spazi adeguati. La donazione nasce quindi dalla decisione di trasformare una somma legata a una vicenda personale in un sostegno concreto per chi fatica a far sentire la propria voce.
Accendi il Buio spiega che la possibilità di esprimersi, raccontarsi, essere compresi e trovare il proprio posto nella comunità costituisce un aspetto centrale per le persone autistiche. Per questo, l’associazione intende utilizzare il contributo per offrire ai propri ragazzi occasioni di socialità e condivisione, come un’uscita, una serata in pizzeria o un’esperienza vissuta insieme agli altri.
La donazione, quindi, non viene considerata soltanto come un contributo economico. L’obiettivo è trasformarla in un’opportunità concreta di inclusione, creando momenti nei quali le persone autistiche possano incontrarsi, partecipare alla vita della comunità e sentirsi parte del contesto sociale.
Nel ringraziamento rivolto a Canale, Accendi il Buio ha evidenziato proprio questo valore: la scelta di trasformare una vicenda spiacevole in un gesto di attenzione e solidarietà verso le persone autistiche e le loro famiglie.