Il progetto di riconversione dell’impianto di biogas in impianto di biometano a Casanova del Morbasco continua a dividere la comunità locale. Dopo la decisione del Tribunale amministrativo regionale di Brescia, che ha respinto il ricorso presentato dal Comune di Sesto ed Uniti contro l’autorizzazione all’impianto, il Comitato No Biometano torna a chiedere all’amministrazione di proseguire il contenzioso.
Il comitato e una parte dei residenti considerano l’opera incompatibile con il territorio e richiamano i possibili effetti ambientali, sanitari ed economici. Tra le principali preoccupazioni indicate figurano l’aumento del traffico pesante, la presenza di odori e le conseguenze sulla qualità della vita della comunità che vive nell’area interessata dal progetto.
Il confronto con il Comune
La posizione del comitato è stata ribadita durante un incontro con il sindaco, gli amministratori e i tecnici comunali, svoltosi una decina di giorni fa e durato oltre un’ora e mezza. In quella sede, secondo quanto riferito, l’amministrazione ha illustrato le ragioni che renderebbero difficile andare avanti con l’azione giudiziaria dopo la sentenza del Tar di Brescia.
Il Comune, inoltre, avrebbe ricevuto un parere contrario dal legale incaricato dall’ente rispetto alla possibilità di presentare un nuovo ricorso. Il Comitato No Biometano, tuttavia, sollecita ugualmente l’amministrazione a rivolgersi al Consiglio di Stato, ritenendo necessario mantenere aperto il confronto sulla legittimità dell’autorizzazione e sugli effetti dell’intervento.
Le iniziative annunciate dal comitato
Il presidente del Comitato No Biometano di Casanova del Morbasco, Manrico Mattarozzi, ha spiegato che i cittadini intendono valutare ogni strada disponibile per tutelare il territorio. Il comitato sta programmando una serie di attività con il proprio legale per sottoporre la questione anche alla Corte Costituzionale, con riferimento all’articolo 32 della Costituzione, che tutela il diritto alla salute.
Tra gli obiettivi indicati c’è anche quello di individuare a chi chiedere un eventuale risarcimento per la possibile perdita di valore degli immobili. Si tratta, al momento, di iniziative annunciate dal comitato, mentre il Comune deve valutare se procedere con l’impugnazione davanti al Consiglio di Stato. Il confronto resta quindi aperto tra l’amministrazione, che ha evidenziato le difficoltà del contenzioso, e i residenti contrari alla trasformazione dell’impianto.