Il rispetto della legalità amministrativa, dell’imparzialità delle istituzioni e delle libertà fondamentali sono al centro della polemica sollevata dal consigliere di Forza Italia, Andrea Carassai, riguardo alla rimozione di un manifesto pro vita. Carassai ha dichiarato che la Commissione Vigilanza avrebbe dovuto esaminare se un Sindaco possa utilizzare il proprio ruolo per ottenere la rimozione di un messaggio autorizzato, solo perché non in linea con la propria sensibilità politica.
“La risposta è chiaramente no”, ha affermato Carassai, sottolineando che la vicenda solleva questioni più ampie riguardanti il rispetto della legalità e della libertà di manifestazione del pensiero. Secondo il consigliere, è stata costruita una narrazione che ha fatto credere all’opinione pubblica che la rimozione fosse il risultato di una segnalazione spontanea di una cittadina, mentre in realtà proviene da Federica Di Martino, attivista della piattaforma “IVG e Sto Benissimo”, impegnata in una campagna contro il manifesto.
Di Martino ha successivamente rivendicato la rimozione del manifesto sui social, definendolo una forma di “umiliazione” e “colpevolizzazione” delle donne. Carassai si chiede se il Sindaco di Cremona abbia scelto di seguire una campagna che deride i movimenti pro-life e afferma che “i corpi delle donne non sono incubatori”.
Un abuso di potere?
Il problema, secondo Carassai, non è la segnalazione di un attivista, ma l’intervento diretto del Sindaco che ha chiesto la rimozione del manifesto. Negli atti non ci sono evidenze di violazioni di legge, ma solo valutazioni soggettive sulla delicatezza dell’argomento. “Uno Stato di diritto non funziona sulla base delle sensibilità personali”, ha affermato, evidenziando che il Sindaco non può trasformare la propria sensibilità in un potere di censura.
Inoltre, Carassai ha messo in discussione il processo amministrativo, chiedendosi quale istruttoria sia stata svolta e se ci sia stata una verifica da parte degli uffici competenti. Se la valutazione politica del Sindaco si è trasformata in un’iniziativa amministrativa, si rischia una pericolosa sovrapposizione tra funzione politica e gestionale, compromettendo l’autonomia tecnica della Pubblica Amministrazione.
Le iniziative di Forza Italia
Per evitare che la vicenda si trasformi in una contrapposizione ideologica, Forza Italia presenterà un Ordine del Giorno per riaffermare il rispetto dell’articolo 21 della Costituzione e della libertà di manifestazione del pensiero. Chiederanno anche che il Comune collabori con le associazioni per offrire supporto alle donne in difficoltà, nel rispetto della Legge 194 e del pluralismo delle sensibilità presenti nella comunità.