Crisi commerciale

Calo del commercio in Corso Garibaldi: trenta vetrine spente

Il vicepresidente di Confcommercio segnala un forte calo della pedonalità nella zona.

Calo del commercio in Corso Garibaldi: trenta vetrine spente

Il commercio in Corso Garibaldi continua a soffrire, con circa una trentina di vetrine spente lungo la strada, simbolo della crisi dei negozi di vicinato a Cremona. Nonostante qualche segnale di ripresa, la situazione rimane critica e non consente di affermare che il settore si stia risollevando.

Secondo Marco Stanga, vicepresidente di Confcommercio Cremona, il calo della pedonalità è evidente, con un afflusso di persone che si concentra maggiormente in Corso Mazzini, Corso Matteotti e nelle vie limitrofe al Duomo. In Corso Garibaldi, invece, il passaggio è molto basso, evidenziando una crisi profonda.

Situazione attuale e prospettive future

Le vetrine chiuse spaziano da storiche attività come la ex cartoleria Moschetti a recenti chiusure come quella di Ermes Villa Luci. Un cartello “vendesi intero stabile” è apparso sull’immobile dell’ultimo tratto del corso, dove ha chiuso una storica forneria. La vendita sembra essere andata a buon fine, ma resta da vedere se il nuovo proprietario deciderà di mantenere locali commerciali o convertirà lo spazio in garage.

Inoltre, sono in corso lavori all’inizio di Corso Garibaldi, dove un parrucchiere verrà sostituito da una caffetteria pasticceria. Tuttavia, i motivi della crisi sono molteplici: la grande distribuzione e i centri commerciali, dove i parcheggi sono gratuiti, attraggono i clienti, mentre il caldo estremo degli ultimi anni spinge le persone a cercare luoghi freschi.

Un futuro incerto per il commercio

Stanga esprime preoccupazione per il futuro del commercio in Corso Garibaldi, affermando che senza un cambiamento significativo, la situazione rimarrà critica. Inoltre, l’apertura di Cardaminopsis, se autorizzata, potrebbe ulteriormente danneggiare il centro storico e le attività commerciali già esistenti, portando a una competizione insostenibile.