Anno scolastico

Nel Cremonese prima campanella per 38mila studenti

Accoglienza e saluti ai cancelli, mentre Luciana Volta invita a coltivare domande, autonomia e responsabilità.

Nel Cremonese prima campanella per 38mila studenti

È suonata questa mattina la prima campanella per la maggior parte delle scuole del territorio cremonese. Primarie, secondarie di primo grado e istituti superiori hanno accolto circa 38mila studenti, distribuiti tra Casalasco, Cremasco e Cremonese. Per alcuni il rientro era già iniziato nelle scorse settimane, con le attività dedicate ai recuperi.

Fin dalle prime ore, davanti ai cancelli degli istituti si sono vissuti i momenti tipici dell’avvio delle lezioni: l’arrivo anticipato, gli appelli, l’ingresso nelle aule e gli abbracci tra compagni e docenti. A condizionare gli orari sono stati anche il trasporto scolastico e l’organizzazione delle famiglie. Particolarmente significativa l’emozione dei genitori dei bambini che, conclusa la scuola dell’infanzia, hanno iniziato il percorso nella primaria, tra entusiasmo e l’ultima coccola prima di entrare.

Gli ingressi negli istituti

Tra le immagini della giornata anche quelle del primo giorno all’istituto Einaudi, una delle scene che hanno accompagnato il ritorno in aula. Il nuovo anno coinvolge l’intera comunità scolastica: ragazze e ragazzi, famiglie, dirigenti, insegnanti e personale amministrativo e ausiliario, chiamati a riprendere le attività dopo la pausa estiva.

In occasione dell’avvio, Luciana Volta, direttrice dell’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia, ha rivolto un messaggio alle scuole. Al centro del suo intervento c’è la domanda su ciò che dovrebbe rimanere di un anno di formazione, oltre a pagelle, programmi svolti e nozioni acquisite. Secondo Volta, il risultato più importante dovrebbe essere una maggiore capacità di pensare, scegliere, fare domande, affrontare gli errori e ascoltare gli altri.

Il valore delle domande

La direttrice ha richiamato il contesto quotidiano, segnato da una grande quantità di informazioni, immagini e opinioni disponibili in modo immediato. In questo scenario, ha sottolineato, la scuola deve difendere il valore delle domande e accompagnare ogni alunno non soltanto verso ciò che sa, ma anche verso ciò che sa fare con le proprie conoscenze.

Il percorso educativo comprende così la collaborazione, l’assunzione di responsabilità, la capacità di perseverare davanti alle difficoltà e di comunicare. Nel messaggio viene richiamata anche l’importanza di riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri, per diventare progressivamente consapevoli delle proprie scelte.

Volta ha inoltre osservato che gli alunni imparano non solo dalle parole degli adulti, ma anche dal modo in cui questi affrontano i conflitti, riconoscono gli errori e si rapportano con chi è in difficoltà. Per questo, accanto a lezioni, verifiche, riunioni e progetti, l’anno dovrebbe essere costruito anche attraverso gli incontri quotidiani, capaci di lasciare tracce durature.

L’augurio rivolto alle classi è di concludere il percorso con nuove conoscenze, ma anche con una domanda in più e una paura in meno. La scuola, ha concluso la direttrice, può contribuire a cambiare il mondo una persona alla volta, aiutando ciascun ragazzo a diventare più libero di pensare, più forte nell’affrontare gli ostacoli e più consapevole del proprio futuro.