Il Liceo Manin di Cremona ha iniziato il nuovo anno scolastico con Ivonne Gandolfi alla guida dell’istituto. La dirigente ha preso il posto di Maria Grazia Nolli, trasferita al Liceo Aselli dopo sei anni alla guida del liceo classico e linguistico cremonese.
Vincitrice dell’ultimo concorso ordinario per dirigenti scolastici, Gandolfi ha assunto il primo incarico dirigenziale all’istituto comprensivo di Verolanuova. Il suo arrivo al Manin segna anche un ritorno in città: prima di intraprendere il percorso da dirigente, infatti, aveva insegnato al Torriani e successivamente all’Anguissola.
Un’accoglienza fondata sulla comunità scolastica
La nuova dirigente descrive positivamente il primo impatto con l’istituto, sottolineando il ruolo delle diverse componenti della scuola. Ha trovato una comunità educante attiva e accogliente, un corpo docente di alto profilo e personale ATA, amministrativo e collaboratori considerati una risorsa per il funzionamento quotidiano. L’organizzazione, secondo Gandolfi, appare solida e ben strutturata.
Tra i momenti più significativi dell’avvio dell’anno c’è stato l’incontro con gli studenti. La dirigente ha accolto le classi prime in Aula Magna e ha poi salutato gli alunni dalla seconda alla quinta. L’obiettivo dichiarato è costruire un clima sereno, capace di accompagnare i ragazzi verso l’eccellenza senza alimentare ansie e facendo percepire la scuola come una comunità sulla quale poter contare.
Tradizione, innovazione e apertura al territorio
Gandolfi intende proseguire il percorso avviato negli anni precedenti, rafforzando il rapporto tra il Manin, la comunità cremonese e i territori limitrofi. L’istituto mantiene la propria identità legata agli indirizzi classico e linguistico, ma affianca alla tradizione anche proposte di innovazione didattica.
Nel liceo classico sono previsti il potenziamento della matematica per l’intero quinquennio e quello dell’inglese nel biennio. Nel linguistico, oltre allo studio delle lingue previste dal percorso, è presente anche un avvicinamento al russo. La dirigente ha inoltre indicato tra le priorità il sostegno agli scambi con l’estero, agli stage e ai progetti Erasmus, già attivi sia per il liceo classico sia per quello linguistico.
Al centro dell’identità del Manin resta comunque la didattica. Per Gandolfi, la scuola deve trasmettere le conoscenze fondamentali, ma anche offrire agli studenti gli strumenti per sviluppare il pensiero critico e diventare adulti in grado di compiere scelte consapevoli. Questo percorso, nelle intenzioni della dirigente, passa anche dal confronto con il mondo esterno e dalle esperienze che affiancano l’attività svolta in aula.
La formazione, quindi, non viene ricondotta soltanto all’acquisizione di nozioni, ma comprende la crescita complessiva degli studenti. È questa la prospettiva con cui la nuova dirigente ha iniziato il lavoro al Manin: consolidare quanto già costruito e accompagnare i ragazzi verso una maggiore autonomia, nella convinzione che la conoscenza rappresenti uno strumento di libertà.