Il prezzo dei carburanti continua a salire e in autostrada raggiunge livelli particolarmente elevati. All’area di servizio Cremona Nord, lungo la A21, il gasolio è stato indicato a 2,50 euro al litro, una soglia considerata fino a pochi mesi fa difficilmente raggiungibile.
Il dato è emerso da una segnalazione corredata da una fotografia scattata nella giornata di domenica. Secondo quanto riportato, l’area di servizio cremonese avrebbe fatto registrare uno dei prezzi più alti della provincia. La benzina risultava invece venduta a 2,35 euro al litro.
Il sovrapprezzo del servito
A incidere ulteriormente sul costo finale è la modalità di rifornimento. Per il servizio assistito viene applicata una maggiorazione di circa 35 centesimi di euro al litro, rendendo ancora più pesante la spesa per gli automobilisti che scelgono o devono utilizzare questa opzione.
I prezzi praticati in autostrada sono tradizionalmente più alti rispetto a quelli delle stazioni di servizio sulla viabilità ordinaria. Tra le ragioni indicate figurano anche i canoni di concessione e le royalties versate dai gestori alle società che amministrano la rete. L’attuale crisi del petrolio ha però ampliato ulteriormente la distanza rispetto ai livelli precedenti.
Costi elevati anche sulle statali
La situazione non riguarda soltanto le aree autostradali. Sulle strade statali, secondo la segnalazione, il gasolio viene venduto in molti casi a oltre 2,30 euro al litro, nonostante sia ancora in vigore il taglio delle accise, seppure ridotto rispetto alla settimana precedente.
Il rincaro riaccende il confronto sulle possibili misure per contenere l’impatto sui consumatori e sulle imprese. Tra le ipotesi e le richieste tornano i temi delle tasse, degli sconti, degli extraprofitti e dei possibili interventi mirati. Il nodo riguarda anche l’efficacia e la tempestività delle decisioni, mentre il costo dei rifornimenti continua a pesare sulla mobilità e sulle attività economiche.