La comunità di Cremona si è riunita in Cattedrale per la solennità di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia e figura associata ai valori della pace e della fraternità. Alla celebrazione hanno partecipato numerosi fedeli, autorità civili e militari, rappresentanti delle associazioni e famiglie, in una chiesa gremita.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal vescovo Antonio Napolioni, che ha proposto un momento di raccoglimento e riflessione spirituale. Nell’omelia, il presule ha preso spunto anche da un’opera realizzata per l’occasione dall’artista Davide Tolasi, collegando la figura del santo ai temi della fragilità e dell’attenzione verso le persone più deboli.
Il messaggio del Cantico
Attraverso i riferimenti al Cantico delle creature, dal Sole fino a Sorella Morte, il vescovo ha richiamato la necessità di prendersi cura del creato, coltivare il perdono e rafforzare i legami di fraternità. Nel suo intervento ha inoltre criticato le logiche di sfruttamento e di egoismo, indicando nella conversione dei cuori una condizione per costruire relazioni più rispettose e orientate al bene comune.
Napolioni ha citato alcuni versi del Cantico, Laudate e benedicetemi Signore, ringraziate e serviateli con grande umilità, e ha ricordato il desiderio di Francesco di cantare fino agli ultimi istanti della sua vita. Nel passaggio dedicato alle allodole, il vescovo ha associato il volo degli uccelli all’immagine della vita che continua e alla speranza cristiana.
Il saluto al prefetto
Durante la giornata, il vescovo ha rivolto un ringraziamento anche al prefetto Antonio Giannelli, prossimo a lasciare Cremona per assumere un nuovo incarico a Foggia. Napolioni ne ha riconosciuto il lavoro svolto nel territorio cremonese.
La ricorrenza ha lasciato alla comunità un messaggio incentrato su unità, speranza e bene comune. La partecipazione alla celebrazione ha rappresentato, per la città, un momento condiviso di devozione e riflessione sui valori attribuiti alla figura di San Francesco.