Sicurezza lavorativa

Aumento infortuni sul lavoro in provincia: +3% nei primi sei mesi del 2026

Registrati 2.301 incidenti nei primi sei mesi, ma i decessi sono dimezzati.

Aumento infortuni sul lavoro in provincia: +3% nei primi sei mesi del 2026

Nel primo semestre del 2026, gli infortuni sul lavoro denunciati nella provincia di Cremona sono aumentati del 3%, con un totale di 2.301 denunce tra gennaio e giugno, rispetto alle 2.233 dello stesso periodo dell’anno precedente. Questo incremento di 68 casi mette in evidenza la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nonostante l’aumento generale degli infortuni, c’è un dato positivo: gli incidenti mortali sono calati da otto a quattro. I decessi avvenuti nel corso dell’attività lavorativa sono stati dimezzati, passando da sei a due, mentre i decessi durante il tragitto casa-lavoro rimangono fermi a due. Ivan Zaffanelli, segretario generale della Cisl Asse del Po, sottolinea che “quattro vittime sono ancora inaccettabili”.

Particolarmente preoccupante è l’aumento degli infortuni in itinere, che sono saliti da 212 a 255, con un incremento del 20,3%. Questa crescita è attribuibile a fattori come turni di lavoro gravosi, stanchezza, lunghe distanze da percorrere in mezzi privati e carenze nel trasporto pubblico. Anche le temperature elevate, evidenziate dalla recente morte di un giovane lavoratore agricolo, hanno un ruolo nell’aumento di tali incidenti.

Malattie professionali in aumento

Le denunce di malattie professionali sono cresciute sensibilmente, passando da 129 a 156 (+20,9%). Le patologie più comuni riguardano l’apparato muscolo-scheletrico, inclusi ernie, degenerazioni della colonna vertebrale e sindrome del tunnel carpale, frequentemente causate da manovre scorrette e ripetitive.

L’incremento degli infortuni è prevalentemente a carico degli uomini, che rappresentano il 65% del totale. Inoltre, si segnala un aumento degli incidenti tra i lavoratori di età compresa tra 30 e 34 anni (+16,9%), oltre che nella fascia 20-24 anni e tra i 40 e 44 anni. Tra i settori più colpiti ci sono l’industria alimentare, con un +34,5%, e il terziario (+10,5%).

Rilevante è anche la crescita degli infortuni tra i lavoratori nati all’estero, che sono aumentati da 591 a 618, rappresentando ora quasi il 27% del totale. Questo dato evidenzia l’urgenza di rafforzare la formazione sulla sicurezza con strumenti adeguati e maggior attenzione ai neoassunti. La Cisl punta a continuare la collaborazione con la Prefettura per rendere più efficaci i protocolli di sicurezza.

“È fondamentale continuare a lavorare su protocolli specifici per i settori più esposti, aumentando le ispezioni e garantendo pause adeguate durante il lavoro”, conclude Zaffanelli.