Arci Cremona e i suoi circoli hanno annunciato l’adesione al corteo cittadino in programma sabato 7 novembre. L’associazione spiega la partecipazione con la volontà di rappresentare le difficoltà vissute dalle persone che frequentano i suoi spazi, tra crisi economica, conflitti internazionali, precarietà e timori per il futuro.
Le ragioni della partecipazione
Secondo il Comitato provinciale, nei circoli si avverte ogni giorno la fatica di arrivare a fine mese e l’ansia legata a guerre considerate ancora lontane dalla conclusione. Arci segnala inoltre una crescente difficoltà a immaginare un futuro diverso dal peggioramento delle condizioni attuali e denuncia il timore che anche forme pacifiche di dissenso vengano trattate come questioni di ordine pubblico.
Nel documento diffuso in vista della manifestazione, l’associazione collega guerre, disuguaglianze, precarietà e crisi climatica a un più ampio cambiamento sociale e politico. La paura, sostiene Arci, rischia di diventare uno strumento per trasformare problemi complessi in conflitti contro migranti, persone povere, manifestanti, realtà impegnate nella cultura critica e nella difesa dell’ambiente, oltre che contro femminismi e soggettività LGBTQIA+.
Arci richiama quindi la propria storia, ricordando una presenza nell’associazionismo popolare lunga quasi settant’anni. L’obiettivo dichiarato è trasformare la paura in relazione, la solitudine in comunità e la protesta in partecipazione. La pace, nella lettura dell’organizzazione, non coinciderebbe con la neutralità, ma con il rifiuto di considerare guerra, riarmo, lavoro povero e arretramento dei diritti come prospettive inevitabili.
Carovita e servizi pubblici
Tra i motivi indicati per scendere in piazza figurano il carovita, la perdita di potere d’acquisto degli stipendi e l’aumento dei costi di carburante e delle utenze. Arci sostiene che le difficoltà colpiscano in particolare le persone più giovani e chiede maggiori risorse per salari, sanità, scuola, casa e welfare.
Nel testo l’associazione rivolge critiche anche al Governo guidato da Giorgia Meloni, accusato di finanziare le guerre, ridurre i fondi destinati alla sanità pubblica e sostenere le scuole paritarie. Si tratta di valutazioni politiche espresse dall’organizzazione, che contesta inoltre la mancanza di interventi sugli extraprofitti e le scelte economiche ritenute responsabili dell’aumento dei costi energetici e dei carburanti.
Il corteo di Cremona viene presentato come un appuntamento aperto a studenti, lavoratori, disoccupati, pensionati, associazioni e movimenti. Arci richiama anche le giornate di sciopero generale indicate per il 30 ottobre e il 20 novembre e le proteste di autotrasportatori, agricoltori, studenti e movimenti in diverse aree del Paese.
L’associazione sottolinea infine l’intenzione di partecipare alla manifestazione con attenzione ai linguaggi, alle persone più esposte e a chi scenderà in piazza per la prima volta. Il messaggio conclusivo riguarda la volontà di promuovere una protesta non violenta contro il carovita e a sostegno di sanità e scuola pubbliche, chiedendo che le risorse siano destinate alla popolazione e non agli armamenti.