Formazione sul campo

Al Cremona Circuit la teoria del Politecnico entra nei box

Gli universitari osservano tecnici e motociclette durante il fine settimana dedicato alle derivate di serie.

Al Cremona Circuit la teoria del Politecnico entra nei box

Il weekend della Superbike al Cremona Circuit è diventato per alcuni studenti del Politecnico di Milano un’occasione per confrontarsi direttamente con il lavoro dei team e verificare sul campo le conoscenze acquisite durante il percorso universitario.

Lo studio dell’ingegneria applicata alle motociclette parte dalla teoria, ma comprende anche la capacità di individuare i problemi, cercare soluzioni e prevenirne la comparsa sui mezzi futuri. Proprio questo passaggio dalla formazione accademica all’esperienza pratica ha permesso agli studenti di osservare da vicino il lavoro svolto nei box.

Dai banchi dell’ateneo ai box

Gli universitari hanno raccontato l’importanza di poter vedere direttamente le moto e le attività degli ingegneri. L’esperienza, hanno spiegato, consente di comprendere come vengano applicate concretamente nozioni che normalmente vengono affrontate durante le lezioni, offrendo un punto di osservazione diverso rispetto alla sola attività in aula.

Nel corso del fine settimana gli studenti si sono spostati anche tra i box del team S-Racing con Yamaha, dove hanno potuto ricevere alcune spiegazioni sul lavoro della squadra e sulle attività che accompagnano la preparazione delle moto da competizione. Un’occasione per entrare in contatto con l’ambiente tecnico e con le procedure che regolano il lavoro quotidiano dei team.

Il valore dell’esperienza diretta

Alla domanda su dove si impari di più, tra l’università e i box, la risposta degli studenti è stata orientata all’integrazione tra i due ambienti. Una solida preparazione teorica resta necessaria, ma il confronto con chi lavora ogni giorno sulle moto permette di acquisire competenze che non sempre è possibile sviluppare all’interno dell’ateneo.

L’esperienza al Cremona Circuit è stata quindi considerata un completamento del percorso di studio, non un’alternativa alla formazione accademica. Gli studenti hanno espresso anche la volontà di tornare in occasione della prossima edizione, per proseguire il confronto diretto con il mondo delle competizioni e con le professionalità che vi operano.