Crisi idrica

A Cremona il Po cala ancora: portate sotto la media

Le precipitazioni recenti non ricostituiscono le riserve: deficit del 58 per cento nel capoluogo lombardo.

A Cremona il Po cala ancora: portate sotto la media

Il paesaggio autunnale lungo il Po, nel Cremonese, mostra ancora con evidenza gli effetti della crisi idrica. Gli spiaggioni restano visibili e la vegetazione cresciuta durante l’estate occupa ampie porzioni delle rive. In alcuni tratti, l’imbarcazione utilizzata per il servizio è arrivata ad appoggiarsi sul fondale, segnalando la ridotta profondità del corso d’acqua.

A confermare il quadro è l’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, sulla base dei dati dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici. Nel distretto la severità della situazione resta classificata come media, nonostante le precipitazioni che hanno interessato il territorio. Le condizioni attuali sono legate anche al prolungarsi di temperature sensibilmente superiori alla media, scese soltanto nelle ultime ore.

Il livello torna a diminuire

Nei prossimi giorni saranno valutati gli effetti delle piogge recenti, che però potrebbero non incidere in modo significativo sul ripristino della riserva idrica per la stagione in corso. A Cremona, dopo il rapido incremento registrato tra giovedì e venerdì, il livello del fiume è infatti tornato a scendere e continua a diminuire.

In questa domenica il Po si trova a 5 metri e 85 sotto lo zero idrometrico. Le portate risultano inferiori del 58 per cento rispetto ai valori medi del periodo. Il deficit è ancora più marcato a Piacenza, dove raggiunge il 66 per cento, e nell’area del Delta, con il 68 per cento.

Risorse lombarde in calo

La fase di siccità estrema è terminata, ma i suoi effetti restano visibili. In Lombardia la disponibilità media delle risorse idriche è diminuita del 40 per cento. Tra i punti osservati con maggiore attenzione c’è il comparto del Lago Maggiore, una riserva utilizzata anche per le irrigazioni nel Cremonese e interessata nei giorni scorsi da precipitazioni significative.

L’evoluzione della situazione sarà esaminata dall’Osservatorio, che tornerà a riunirsi il 25 novembre. Il monitoraggio servirà a valutare se le piogge recenti abbiano prodotto effetti sufficienti sui livelli dei corsi d’acqua e sulle riserve disponibili per i prossimi utilizzi irrigui.