Chiesa e famiglia

A Cremona il convegno diocesano apre l’anno pastorale

Oltre 200 partecipanti hanno discusso inclusione, ascolto del territorio e percorsi per il 2026-2027.

A Cremona il convegno diocesano apre l’anno pastorale

Una Chiesa capace di affrontare le trasformazioni della società e di tradurre in impegno concreto i temi della fraternità, della pace e della speranza. È questa la prospettiva emersa dal Convegno pastorale della Diocesi di Cremona, ospitato sabato 26 settembre negli spazi del Seminario vescovile. L’incontro, dedicato al tema Per noi vivere è Cristo e rivolto alla programmazione dell’anno pastorale 2026-2027, ha riunito oltre 200 persone tra sacerdoti, diaconi, religiosi e laici.

I lavori si sono aperti con la preghiera e con la lectio divina affidata a suor Giulia Fiorani. Al centro della riflessione è stato posto il rapporto tra la missione della fraternità e la chiamata alla santità, a partire dall’esperienza di San Paolo. La religiosa ha sottolineato la necessità di mantenere carità e capacità di discernimento anche nei momenti di difficoltà, quando i progetti personali o comunitari sembrano non raggiungere gli obiettivi sperati.

Ascolto del territorio e accoglienza

Il confronto successivo ha coinvolto il vescovo Antonio Napolioni, Erica Tossani, co-direttrice di Caritas Ambrosiana, e i coniugi Sara e Daniele Lissi, incaricati regionali della Pastorale familiare. La discussione si è concentrata sul valore della persona e sull’importanza di ascoltare le esigenze concrete delle comunità. Tossani ha invitato a superare i confini degli ambienti ecclesiali e le classificazioni rigide, mentre i coniugi Lissi, richiamando i dieci anni dall’esortazione Amoris laetitia, hanno indicato il passaggio dall’idea di una famiglia ideale all’attenzione per le famiglie reali.

Nel pomeriggio l’incontro ha assunto una dimensione laboratoriale, con sei spazi di lavoro denominati porte. I partecipanti si sono confrontati sulla gestione dei conflitti nelle parrocchie, sulla valorizzazione della Parola di Dio tra le mura domestiche, sull’ascolto dei giovani, sulle realtà di coppia, sull’integrazione dei nuovi italiani e sull’accompagnamento delle persone fragili.

Le prospettive per il nuovo anno

Il vescovo Napolioni ha quindi presentato le principali linee operative per il nuovo anno pastorale, richiamando le indicazioni di Papa Leone XIV. Tra le priorità sono state indicate l’essenzialità del Vangelo, la pace, la formazione e la corresponsabilità dei laici. Il vescovo ha inoltre citato la prossima campagna elettorale, invitando i cristiani a non restare indifferenti, e ha richiamato la necessità di costruire comunità attente ai nuovi italiani e capaci di riparare le fratture.

Durante l’incontro è stato annunciato anche il Rosario per la pace con i bambini, in programma in Cattedrale il 1° ottobre alle 17, in comunione con il Papa e con le comunità cristiane del mondo. L’iniziativa coinvolgerà spiritualmente bambini, famiglie, scuole e comunità, con l’obiettivo di educare al rifiuto della guerra attraverso la preghiera.

Tra gli appuntamenti indicati figurano inoltre le occasioni di spiritualità e ritiro dedicate a una pastorale della vicinanza e della cura, fondata sul lavoro di équipe e sulla valorizzazione delle diverse vocazioni. Il 17 ottobre, durante la veglia missionaria in Cattedrale, saranno istituiti i primi dodici ministri diocesani tra lettori, accoliti e catechisti, nell’ambito del percorso Con Gesù nel rinnovamento delle comunità. Il calendario comprende anche l’Assemblea sinodale del 9 maggio 2027 e l’avvio del cammino verso il sesto centenario dell’Apparizione di Caravaggio, previsto nel 2032, con un pellegrinaggio a Fatima e Santiago nell’agosto 2027.