Il 42% degli edifici certificati nel territorio di Cremona rientra nelle classi energetiche F e G, quelle associate ai consumi più elevati e alle maggiori dispersioni. Il dato emerge dall’analisi elaborata da Saie sui numeri del sistema informativo energetico nazionale e restituisce un quadro ancora critico del patrimonio immobiliare locale.
Nel 2025, soltanto il 13% degli attestati di prestazione energetica colloca gli immobili nelle classi più virtuose, dalla A1 alla A4. La provincia si trova così nelle posizioni di coda della graduatoria regionale, distante dai risultati registrati da territori lombardi come Sondrio, Brescia e Bergamo.
Un patrimonio edilizio energivoro
La quota di abitazioni nelle classi F e G indica una presenza significativa di edifici con prestazioni insufficienti. Si tratta in molti casi di costruzioni realizzate in periodi in cui il risparmio energetico non rappresentava una priorità. Isolamento, impianti e caratteristiche strutturali incidono quindi sui consumi e sulle spese sostenute dalle famiglie.
Sul fronte delle peggiori prestazioni, Cremona sale sul podio regionale: fanno peggio soltanto Pavia e Mantova. Il confronto evidenzia la necessità di interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio, soprattutto per ridurre le dispersioni e migliorare l’efficienza complessiva degli immobili.
Il nodo degli interventi
Negli ultimi anni i bonus edilizi hanno favorito investimenti da parte di numerosi proprietari, contribuendo a muovere il comparto dell’efficientamento abitativo. La spinta, tuttavia, potrebbe rallentare in assenza di una programmazione stabile e di risorse continuative, secondo quanto rilevato dagli operatori del settore.
Il quadro cremonese resta dunque caratterizzato da una quota ridotta di immobili nelle classi energetiche migliori e da una percentuale consistente di abitazioni ad alto consumo. Le bollette continuano a pesare sui bilanci familiari, mentre la riqualificazione del patrimonio edilizio rappresenta il principale strumento per intervenire sulle dispersioni.