INCONTRO PUBBLICO

A Cremona Franco Vaccari parla di conflitti e costruzione della pace

Lo psicologo ha illustrato il metodo Rondine e annunciato un progetto con Auser per giovani e dirigenti.

A Cremona Franco Vaccari parla di conflitti e costruzione della pace

Il conflitto fa parte della vita e delle relazioni umane, ma non può essere considerato un sinonimo di guerra. È il punto di partenza dell’intervento di Franco Vaccari, psicologo, fondatore e presidente di Rondine Cittadella della Pace, ospite a Cremona di Auser Unipop per un appuntamento dedicato alla gestione delle tensioni e alla costruzione di percorsi di dialogo.

L’incontro si è svolto nella Sala Quadri, al termine del percorso avviato dal Comune nelle scorse settimane con la marcia della pace dei bambini. Alla partecipazione del pubblico si è aggiunta quella di rappresentanti dell’amministrazione comunale, tra cui la vicesindaca Francesca Romagnoli, le assessore Roberta Mozzi e Marina della Giovanna e la consigliera Paola Tacchini.

Dal dialogo alla diplomazia popolare

Vaccari, docente di Psicologia del conflitto e della pace alla Pontificia Università Lateranense, ha raccontato l’esperienza maturata attraverso Rondine, realtà nata nell’omonimo borgo in provincia di Arezzo. Il progetto accoglie persone provenienti da aree del mondo segnate da conflitti, con l’obiettivo di trasformare la contrapposizione in un’occasione di conoscenza e confronto.

Nel 1988, insieme a un gruppo di amici, Vaccari promosse una missione in Unione Sovietica e inviò una lettera a Raissa Gorbačëva, moglie dell’allora presidente Michail Gorbačëv, per aprire un canale di comunicazione con l’Oriente e superare la logica della Guerra Fredda. Nel 1995, i contatti con il mondo russo contribuirono a un’azione di diplomazia popolare e di mediazione nel conflitto russo-ceceno. Da quella esperienza arrivò il primo cessate il fuoco di 72 ore e, successivamente, nacque Rondine Cittadella della Pace, che accolse i primi studenti russi e ceceni nell’ambito del programma oggi denominato World House.

Il percorso è proseguito con il progetto Ventidipacesucaucaso, ideato come risposta al conflitto tra Russia e Georgia. Su invito del ministero degli Affari esteri italiano e della Rappresentanza italiana alle Nazioni Unite, il 10 dicembre 2018 Rondine ha portato nella sede dell’Onu a New York l’esperienza maturata nella promozione del dialogo e nella trasformazione dei conflitti.

Il metodo Rondine nelle scuole

Il legame con il territorio cremonese è rappresentato anche dal liceo paritario Vida, presente all’incontro con la preside Roberta Balzarini. In alcune classi dell’istituto, da sette anni, viene sperimentato il metodo Rondine, basato sull’analisi delle relazioni e sulla gestione delle contrapposizioni.

Vaccari ha aperto l’appuntamento chiedendo ai presenti chi ritenesse possibile la fine delle guerre. Le poche mani alzate, ha osservato, rappresentano un elemento su cui riflettere: secondo lo psicologo, è difficile occuparsi di un obiettivo se per primi non si ritiene possibile raggiungerlo. Il conflitto, ha spiegato, è una componente della natura umana e può rappresentare un’energia vitale, ma se non viene gestito può trasformarsi in guerra. L’umanità, ha aggiunto, mostra sia esempi di solidarietà sia episodi di estrema crudeltà.

Donata Bertoletti, presidente di Auser Unipop, ha infine annunciato l’avvio di una collaborazione tra Auser e Rondine Cittadella della Pace. Nel corso del 2027 è prevista la realizzazione di un percorso formativo rivolto al gruppo giovani e al gruppo dirigente dell’associazione, con attività dedicate alla gestione dei conflitti, al dialogo e alla costruzione di relazioni di pace.