Il sistema robotico Da Vinci è entrato in funzione all’Ospedale di Cremona. L’avvio dell’attività è stato segnato da una nefroureterectomia, intervento che prevede l’asportazione del rene e dell’uretere, eseguito dall’équipe di Urologia diretta da Fabrizio Verweij. La nuova strumentazione è stata installata nei mesi scorsi nelle sale operatorie dell’ASST di Cremona.
L’introduzione della chirurgia robot-assistita amplia le possibilità già offerte dalla chirurgia tradizionale e laparoscopica. La scelta della tecnica, però, non è automatica: spetta al chirurgo, che valuta ogni caso in base al tipo di procedura, alle condizioni del paziente e ai possibili benefici dei diversi approcci.
Il primo intervento e il funzionamento
La procedura inaugurale è stata eseguita dall’équipe urologica guidata da Fabrizio Verweij, che aveva già maturato esperienza nell’impiego della tecnologia prima del suo arrivo a Cremona. In ambito urologico, il sistema può essere preso in considerazione per interventi al rene, al retroperitoneo e nell’area pelvica, tra cui prostatectomia radicale e cistectomia.
Il robot non opera autonomamente e non sostituisce il medico. Il chirurgo lavora da una console dalla quale controlla i bracci posizionati accanto al tavolo operatorio, osservando il campo attraverso una visione tridimensionale ingrandita. Gli strumenti trasferiscono i movimenti delle mani e dei piedi dell’operatore e consentono una maggiore libertà di orientamento rispetto alla laparoscopia tradizionale.
Durante l’intervento il primo operatore mantiene il controllo diretto della telecamera, dell’inquadratura e dell’ingrandimento. La visione stabile dell’area anatomica e la possibilità di raggiungere angolazioni complesse possono facilitare alcune manovre negli spazi più difficili. In sala restano comunque necessari gli assistenti e gli altri professionisti sanitari, che gestiscono le diverse fasi dell’operazione e intervengono direttamente quando occorre.
Una risorsa condivisa tra due ospedali
Il sistema è destinato a essere utilizzato da più specialità chirurgiche dell’ASST di Cremona e non soltanto dall’Urologia. Dopo l’avvio dell’attività, il suo impiego è stato esteso anche alla Chirurgia Generale dell’Ospedale di Cremona, diretta da Gian Luca Baiocchi, e a quella dell’Ospedale Oglio Po, guidata da Andrea Bondurri.
L’utilizzo da parte delle altre équipe sarà progressivo e dipenderà dalle indicazioni cliniche, dall’organizzazione delle sedute operatorie e dai percorsi di formazione dei professionisti. La gestione comune richiederà il coordinamento della sala, dei turni e delle squadre coinvolte, così da mettere la strumentazione a disposizione delle diverse discipline in base alle necessità.
Per il direttore generale dell’ASST di Cremona, Ezio Belleri, l’avvio degli interventi rappresenta il passaggio dall’acquisizione del dispositivo al suo impiego concreto nell’assistenza. Belleri ha richiamato il sostegno della Regione Lombardia e ha sottolineato che la tecnologia si aggiunge alle competenze già presenti, lasciando al medico la responsabilità della scelta più appropriata per ogni paziente.