Si chiude con l’archiviazione il procedimento per diffamazione nato attorno alle magliette indossate, secondo alcune testimonianze, al termine dell’assemblea della Canottieri Baldesio del maggio 2024. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cremona, Elisa Mombelli, ha accolto la richiesta della Procura e disposto l’archiviazione nei confronti dell’ex presidente Alberto Guadagnoli e di otto componenti dell’allora Consiglio direttivo della società.
La vicenda era partita dalla querela presentata il 10 agosto 2024 dallo storico socio Alberto Corazzi, assistito dall’avvocato Tomaso Pisapia. Al centro della contestazione c’erano alcune magliette con l’immagine di Totò e una frase provocatoria: "Dove l’ignoranza urla, l’intelligenza tace. È una questione di stile: signori si nasce, str… si diventa".
La richiesta della Procura
Sul caso, l’ex pm Davide Rocco aveva inizialmente chiesto l’archiviazione. Corazzi si era opposto alla richiesta e il giudice aveva disposto nuovi accertamenti. Secondo il pubblico ministero, la frase non era riferibile direttamente alla persona offesa e doveva essere valutata nel contesto della vita associativa, segnata da contrasti e critiche tra i soci.
La condotta era stata definita dal pm un’espressione dai toni coloriti, infantili e folcloristici, ma riconducibile, in quel contesto, all’esercizio del diritto di critica. Sarebbe quindi mancato l’elemento materiale del reato, non potendosi considerare diffamatoria un’iniziativa inserita nella dialettica interna dell’associazione.
Le testimonianze dei soci
Un ruolo decisivo nella decisione finale hanno avuto le dichiarazioni dei 19 testimoni ascoltati durante le indagini. Dalle loro testimonianze non è emersa la prova che tutti e nove gli indagati avessero indossato la maglietta al termine dell’assemblea. Soltanto quattro soci hanno riferito di aver riconosciuto alcuni consiglieri con la maglietta, mentre altri non l’avevano notata oppure si erano allontanati subito dopo la votazione.
Alcuni consiglieri erano stati visti con la maglietta al bar del circolo o nella sala dell’assemblea; in almeno un caso, l’indumento sarebbe stato soltanto tenuto in mano. Per il gip non è dunque possibile sostenere che vi sia stata un’esibizione collettiva e coordinata dell’intero Consiglio direttivo.
Secondo il giudice, inoltre, non sono emersi elementi sufficienti per attribuire alla condotta, riferibile soltanto ad alcuni consiglieri, un intento diffamatorio. L’iniziativa è stata ritenuta biasimevole, ma ricondotta a un atteggiamento ironico o sarcastico e non alla volontà di ledere la reputazione di Corazzi. Il gip ha quindi escluso che ulteriori indagini potessero chiarire diversamente l’elemento soggettivo del reato.
L’ordinanza è stata pronunciata il 25 giugno 2026, al termine dell’udienza nella quale erano state sentite le parti, e depositata in cancelleria il 19 ottobre. L’ex presidente Guadagnoli e gli otto consiglieri erano assistiti dall’avvocato Federico Tresoldi.