Il Museo della Civiltà Contadina (viale Cambonino, 22) riapre con una serie di appuntamenti dedicati alle famiglie. Quest’estate, la rassegna intitolata Burattini, pupazzi e attori tra terra e cielo – Il teatro che canta nella notte, intratterrà il pubblico per quattro mercoledì consecutivi, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Gli spettacoli si terranno alle ore 21 e l’ingresso è libero e gratuito.
Programma della rassegna
La rassegna avrà inizio mercoledì 22 luglio con Pinocchio della Compagnia Teatrino dell’Erba Matta. In occasione del bicentenario della nascita di Carlo Collodi, lo spettacolo, diretto e interpretato da Daniele Debernardi, utilizza una tecnica mista che unisce teatro d’attore, maschere, pupazzi e il fascino surreale delle ombre. Scenografie e costumi sono ispirati ai celebri disegni di Attilio Mussino.
Mercoledì 29 luglio sarà la volta di Sandokan. O la Fine dell’Avventura (I Sacchi di Sabbia), un viaggio avventuroso liberamente tratto dal capolavoro di Emilio Salgari, Le Tigri di Mompracem. Lo spettacolo trasforma una semplice cucina nell’universo avventuroso di Sandokan, coinvolgendo il pubblico in un viaggio travolgente.
Il terzo appuntamento, mercoledì 5 agosto, è Ode alla vita (Compagnia Rodisio), uno spettacolo profondo e poetico di e con Manuela Capece e Davide Doro. Due anziani, sorridenti e pieni di vitalità, raccontano una piccola grande storia d’amore e di vita, celebrando la forza dell’immaginazione e la gioia di stare insieme.
La rassegna si concluderà mercoledì 12 agosto con Momo, il dio della burla (Teatro Medico Ipnotico). Momo, figlio di Hypnos e della Notte, si trasforma in Fool, attore e clown, evocando per il pubblico l’Ordine, la Paura, la Magia e altri elementi che animano la giostra della settimana.
“Siamo felici di aver riportato in vita un’importante iniziativa di animazione culturale per il quartiere e per la città”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura Rodolfo Bona. “Le serate sull’aia sono un appuntamento storico, molto amato dalla cittadinanza, capace di trasformare il Museo della Civiltà Contadina in un luogo vivo di incontro e partecipazione per le famiglie.”