Entra nel vivo il percorso di candidatura di Cremona a Capitale Italiana della Cultura 2029. Nel corso della seduta dell’Ufficio di presidenza, presieduto da Luciano Pizzetti, è stato illustrato il dossier progettuale curato da Ilaria Morganti per Itinerari Paralleli, dopo l’introduzione dell’assessore alla Cultura Rodolfo Bona.
Il progetto, intitolato Pianura Futura, punta su un’identità culturale aperta e sulla collaborazione tra territori. La proposta prevede alleanze con Parma, Piacenza, Lodi e con l’Unione dei Comuni della Valcamonica, coinvolta in uno dei 58 progetti indicati nel dossier. Al centro ci sono transizione ecologica, contrasto al cambiamento climatico, riduzione delle disuguaglianze e coesione sociale.
Il piano e le risorse
Il cronoprogramma indica l’avvio delle prime attività nel 2028, con la programmazione principale nel 2029 in caso di vittoria. L’investimento complessivo stimato ammonta a 6 milioni e 350 mila euro distribuiti nell’arco del triennio. Le coperture ipotizzate comprendono un contributo ministeriale da un milione di euro, risorse proprie del Comune, sostegni di Regione Lombardia e Camera di Commercio, sponsorizzazioni private, bandi nazionali ed europei e contributi dei partner.
Durante il dibattito, Maria Vittoria Ceraso ha contestato il titolo Pianura Futura, giudicandolo poco identitario rispetto a simboli come la liuteria, il violino e Piazza del Duomo. Luca Curatti ha invece criticato il metodo seguito dall’amministrazione e i tempi concessi ai consiglieri per esaminare la proposta.
Claudio Ardigò ha chiesto se il progetto possa ancora essere integrato con nuove attività, mentre Alessandro Portesani ha espresso apprezzamento per il richiamo alle tradizioni cremonesi e alla liuteria, sollevando però dubbi sulla mancata co-progettazione e sul coinvolgimento della Fiera. Portesani ha inoltre evidenziato l’assenza di riferimenti specifici all’opera lirica e ha rilanciato la proposta di un’orchestra stabile, considerata un possibile presidio culturale permanente.
Le risposte della maggioranza
Alle critiche sul percorso ha replicato Roberto Poli, respingendo l’idea di un dossier calato dall’alto e sostenendo che i passaggi istituzionali di condivisione siano stati svolti. Mattia Gerevini ha difeso l’impianto generale e ha sottolineato il valore della collaborazione con la Valcamonica, che corre comunque con una candidatura autonoma. Andrea Segalini ha indicato nella candidatura un’occasione per mettere ordine e dare maggiore chiarezza al sistema culturale cittadino.
Ilaria Morganti ha ribadito che l’obiettivo è costruire un progetto nel quale i cittadini possano riconoscersi. Ha spiegato che il dossier formale non può essere modificato nella fase attuale, ma che, in caso di vittoria, sarà possibile inserire nuovi progetti. Sull’opera lirica ha precisato che non sono previsti grandi interventi specifici perché il settore è già sostenuto dalla programmazione ordinaria. La Fiera, invece, sarebbe coinvolta attraverso iniziative come River Wonderland.
Morganti ha difeso anche la scelta del titolo, spiegando che l’espressione Pianura Futura richiama il rapporto tra pianura e fiume e una rilettura del paesaggio in chiave culturale. In merito alla quota a carico del Comune, ha chiarito che la stima finanziaria comprende interventi già programmati o sostenuti da fondi in corso di acquisizione.
In chiusura, Pizzetti ha tracciato un bilancio positivo del lavoro dell’Ufficio di presidenza, ricordando gli approfondimenti già dedicati alla Fiera e all’orchestra stabile. Accogliendo le richieste emerse, ha formulato una raccomandazione alla giunta e all’assessore affinché nelle prossime fasi sia garantito un coinvolgimento più tempestivo dei consiglieri e del territorio.