Dopo gli scontri e le devastazioni registrati nei giorni scorsi a Milano, l’attenzione delle forze dell’ordine è rimasta alta anche a Cremona, in vista di possibili iniziative di protesta annunciate attraverso i social. Nel pomeriggio di sabato polizia, carabinieri, polizia locale e guardia di finanza hanno presidiato le principali zone della città e il centro storico. La situazione è rimasta tranquilla e non sono stati segnalati episodi di violenza o danneggiamenti.
L’attività è stata disposta con finalità di prevenzione, per garantire la sicurezza pubblica e il normale svolgimento della vita cittadina. I controlli hanno riguardato in particolare le aree più frequentate e le eventuali segnalazioni legate a possibili criticità. L’intervento si è inserito in un contesto caratterizzato dalla diffusione online di messaggi e notizie non verificate su presunti disordini, devastazioni e occupazioni di istituti scolastici.
Servizi straordinari e accertamenti
Nei giorni precedenti, la Questura di Cremona aveva già predisposto servizi straordinari di ordine pubblico dopo la circolazione di appelli che invitavano a occupare scuole e a provocare disordini. Le indagini sono proseguite con l’identificazione di diverse persone, oltre a perquisizioni e denunce. Gli accertamenti hanno riguardato anche la possibile origine dei messaggi e il ruolo di chi avrebbe contribuito a diffonderli.
Nel frattempo, la Polizia ha individuato il presunto amministratore della pagina Instagram Movimento 17 ottobre, attraverso la quale erano stati rilanciati appelli e appuntamenti per nuove mobilitazioni in diverse città italiane. Si tratta di un trentenne formalmente residente in provincia di Brescia, accompagnato in Questura a Milano per essere interrogato. La sua posizione è al vaglio degli investigatori: l’uomo sarebbe indagato per istigazione a delinquere aggravata.
Monitorata l’attività sui social
La pagina aveva annunciato che nel primo pomeriggio sarebbero stati comunicati nuovi luoghi di concentramento per le proteste, dopo la modifica delle indicazioni diffuse in precedenza. Gli investigatori stanno verificando contenuti, collegamenti e modalità di diffusione degli appelli, senza che dal presidio svolto a Cremona siano emerse situazioni di particolare tensione.
Il caso si inserisce in un quadro di attenzione che coinvolge più città italiane, dove erano state annunciate iniziative attraverso i canali social. I controlli e le perquisizioni proseguono nei territori interessati per ricostruire l’organizzazione delle mobilitazioni e individuare eventuali responsabilità nella promozione o nel rilancio dei messaggi.