Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha autorizzato la società ACL SPV 9 S.r.l. a realizzare un impianto di accumulo elettrochimico dell’energia elettrica nel territorio di Castelverde, nei pressi dell’abitato di Costa S. Abramo. Il progetto, denominato Castelverde BESS, avrà una potenza complessiva di 260 MW e comprenderà anche le opere necessarie per il collegamento alla Rete di Trasmissione Nazionale.
L’infrastruttura rientra nel più ampio processo di adeguamento della rete elettrica alle esigenze legate alla crescita delle fonti rinnovabili non programmabili, come eolico e fotovoltaico. I sistemi BESS consentono infatti di accumulare energia e di restituirla alla rete quando necessario, contribuendo alle attività di bilanciamento e flessibilità del sistema.
Gli effetti dell’autorizzazione
Il provvedimento ministeriale costituisce titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio delle opere sulla base del progetto definitivo approvato. L’autorizzazione ha inoltre valore di variante urbanistica e comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità dei lavori.
Qualora fosse necessario, e dopo i tentativi di accordo bonario con i proprietari, la società potrà avviare le procedure per l’occupazione d’urgenza finalizzata all’esproprio e per l’occupazione temporanea dei terreni interessati. Gli eventuali decreti di esproprio e di costituzione delle servitù dovranno essere emanati entro cinque anni dall’efficacia del provvedimento.
Tempi, prescrizioni e opposizioni
Prima dell’apertura dei cantieri, ACL SPV 9 S.r.l. dovrà comunicare l’avvio delle attività a una serie di enti, tra cui il MASE, il Ministero della Cultura, la Soprintendenza competente, i ministeri dell’Interno, della Salute e della Difesa, i Vigili del Fuoco, la Regione Lombardia e il Comune di Castelverde. La comunicazione dovrà attestare anche il rispetto delle prescrizioni ambientali e tecniche.
I lavori dovranno iniziare entro dodici mesi dal momento in cui l’autorizzazione diventerà inoppugnabile, salvo ricorsi, cause di forza maggiore o ritardi legati alle autorizzazioni edilizie e alle opere connesse. Il completamento è previsto entro ventiquattro mesi dall’apertura dei cantieri, con la possibilità di chiedere proroghe motivate al ministero.
Il via libera è subordinato all’osservanza delle prescrizioni definite nella Conferenza di Servizi e contenute negli allegati tecnici del decreto. L’efficacia resta inoltre legata alle verifiche antimafia. Sul piano locale, la sindaca Graziella Locci aveva presentato opposizione all’insediamento e ha annunciato un’assemblea con i cittadini per illustrare gli effetti di una decisione che, secondo l’amministrazione, supera le determinazioni comunali.