Ragazzi molto giovani, in alcuni casi di 11 o 12 anni, con il volto coperto e spesso vestiti di nero. È questo il profilo ricorrente dei minori coinvolti negli episodi di vandalismo e violenza registrati negli ultimi giorni in alcune città italiane. Un fenomeno che, secondo l’analisi della psicologa Anna Bandera, può essere legato alla ricerca di attenzione e di riconoscimento.
Il bisogno di essere visti
La specialista sottolinea come l’età adolescenziale possa incidere sulla capacità di valutare i rischi e le conseguenze delle proprie azioni. In questa fase, la ricerca di visibilità può passare anche dai social network e assumere forme inappropriate, fino ad arrivare a comportamenti violenti o distruttivi.
Secondo Bandera, alla base ci sarebbe soprattutto un bisogno di affermazione. I giovani coinvolti, spesso minorenni, possono cercare di rendersi visibili attraverso gesti eclatanti, senza avere piena consapevolezza della gravità delle loro condotte. Il gruppo e la dimensione pubblica degli episodi possono contribuire ad amplificare questa dinamica.
Il rapporto con le famiglie
Un altro aspetto riguarda la difficoltà dei genitori di comprendere tempestivamente ciò che i figli stanno vivendo o facendo. La psicologa osserva che, durante l’adolescenza, i ragazzi possono sviluppare una dimensione emotiva e interiore difficile da leggere per gli adulti, soprattutto quando il dialogo e la relazione non sono costanti.
Per questo, il suggerimento rivolto alle famiglie è di prestare attenzione ai segnali e ai cambiamenti nel comportamento. Bandera invita i genitori a cercare di intercettare i movimenti dei figli e a non considerarli già adulti a 14, 15 o 16 anni. Servono tempo, ascolto e una connessione relazionale che permettano di capire eventuali situazioni di disagio prima che si traducano in azioni dannose.
Il quadro descritto riguarda giovani che, in alcuni casi, hanno anche origini straniere di seconda o terza generazione. L’elemento centrale dell’analisi, però, resta la condizione adolescenziale e la difficoltà di valutare l’impatto delle proprie scelte, dentro un contesto in cui il bisogno di visibilità può trasformarsi in comportamenti violenti.