Due minorenni sono stati denunciati dalla Polizia di Stato per istigazione a delinquere e procurato allarme dopo la diffusione di messaggi su presunti disordini a Cremona. Al centro degli accertamenti è una chat WhatsApp nella quale sarebbero stati pubblicati inviti a occupare scuole, provocare disordini e danneggiare edifici pubblici, istituti scolastici e supermercati.
Il tam tam digitale, rilanciato rapidamente tra i telefoni, ha avuto conseguenze concrete sulla vita della città. Numerosi studenti hanno scelto di non presentarsi a scuola, mentre diversi commercianti hanno tenuto abbassate le serrande per timore di possibili episodi di violenza. Per alcune ore il centro cittadino è apparso insolitamente silenzioso, con strade meno frequentate e aule semivuote.
Gli accertamenti sulla chat
Le verifiche della Digos della Questura di Cremona sono partite dalla chat denominata OCCUPAZIONE SCUOLE CREMONA 19/10/2026. Gli investigatori hanno ricostruito la rete di amministratori e le modalità con cui i contenuti sono stati diffusi, identificando tre giovani: due minorenni e un maggiorenne. Le famiglie dei ragazzi, secondo quanto riferito, hanno collaborato con gli agenti durante la ricostruzione dei fatti.
Il principale promotore sarebbe un quattordicenne di origine rumena, nato in provincia di Brescia e residente a Cremona, frequentatore di un istituto scolastico cittadino. I genitori, entrambi lavoratori, avrebbero stigmatizzato la condotta del figlio e fornito collaborazione agli investigatori. Il secondo amministratore è un quindicenne di origini senegalesi, nato a Crema e residente a Cremona, anche lui studente in una scuola della città.
Con il quindicenne viveva il terzo amministratore, un ventiquattrenne senegalese titolare di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato. L’uomo è risultato estraneo alla vicenda: l’utenza utilizzata per la chat era intestata a lui, ma sarebbe stata impiegata dal fratello minorenne. I due ragazzi denunciati risultano indagati in stato di libertà.
Controlli e sequestri
In parallelo all’attività investigativa, la Questura ha predisposto servizi di ordine pubblico nelle aree ritenute più sensibili, con controlli preventivi nelle piazze, nelle strade con esercizi pubblici, nei centri commerciali e nei pressi della stazione ferroviaria. In piazzale delle Tranvie sono stati identificati circa quaranta giovani, in prevalenza stranieri. Alcuni avevano precedenti per reati contro il patrimonio e sono stati allontanati, anche considerando che non risultava preavvisata alcuna manifestazione.
Le perquisizioni nelle abitazioni dei giovani hanno portato al sequestro di materiale informatico ritenuto utile per le indagini, oltre a due passamontagna, una pistola giocattolo priva del tappo rosso, una maschera bianca e un paio di guanti neri. Gli accertamenti proseguono per chiarire l’origine dei messaggi e l’eventuale coinvolgimento di altre persone.
Nella stessa attività di prevenzione, dopo una segnalazione relativa a persone sospette in un parcheggio multipiano vicino alla stazione ferroviaria, le Volanti hanno trovato una borsa con pietre di diverse dimensioni. Il materiale è stato sequestrato e la Digos sta svolgendo ulteriori verifiche per individuare chi lo abbia lasciato e stabilire se vi sia un collegamento con l’allarme diffuso in città.