Percorsi sonori

All’Auditorium Arvedi debutta Barocco e altre storie

Raffaele Pe e Saturnino Celani intrecciano repertorio seicentesco, rock ed elettronica nel cartellone di STRADIVARIfestival.

All’Auditorium Arvedi debutta Barocco e altre storie

Sabato 10 ottobre alle ore 21, all’Auditorium Arvedi di Cremona, debutta Barocco e altre storie, nuovo progetto musicale ideato dal controtenore Raffaele Pe insieme a Saturnino Celani. L’appuntamento fa parte dell’edizione 2026 di STRADIVARIfestival, rassegna promossa dal Museo del Violino e da Unomedia con il sostegno della Fondazione Arvedi Buschini e di Mdv friends.

Il concerto nasce dall’incontro tra Pe, tra i controtenori più affermati sulla scena internazionale, e Saturnino, bassista di Jovanotti, produttore e musicista. Per la prima volta il cantante si misura anche con il pianoforte, inserendo nel repertorio barocco un elemento sonoro diverso e collegandolo alle possibilità espressive del basso elettrico e dell’elettronica.

Dal Seicento alla canzone d’autore

Il programma attraversa epoche e linguaggi differenti. Alle pagine di Claudio Monteverdi e Henry Purcell si affiancano i brani di Alec Wilder e George Harrison, in un percorso che mette al centro la melodia e il rapporto tra voce, strumenti e ritmo. Gli autori sono accostati senza trasformare il concerto in un medley: ogni composizione mantiene la propria identità e il proprio peso all’interno dell’insieme.

Secondo Pe, il legame tra musica barocca e canzone pop passa dalla linea melodica e dal modo in cui una voce racconta un dramma, un lamento o una storia d’amore. Anche il basso continuo del Seicento, costruito su una struttura ricorrente capace di sostenere variazioni melodiche, viene indicato come un punto di contatto con la scrittura della musica contemporanea. Per Saturnino, invece, barocco e rock condividono la capacità di rivolgersi a chi cerca bellezza e intrattenimento, pur in contesti storici differenti.

Il cast e la dimensione scenica

Accanto a Raffaele Pe e Saturnino Celani saranno presenti Renzo Vitale al live electronics e il quartetto formato da Martin Moya al violino, Gianluca Geremia alla tiorba, Cristiano Contadin alla viola da gamba e Francesco Bodini alle percussioni. Liuto, violino e viola da gamba dialogheranno con il basso elettrico, mentre l’elaborazione elettronica agirà dal vivo su voce e strumenti.

Il progetto punta così a costruire una dimensione sonora e visiva unitaria, con polifonie distribuite nello spazio e un impiego coordinato delle luci. Il risultato proposto è un confronto tra il repertorio del Seicento e sensibilità musicali più recenti, mantenendo distinti i linguaggi coinvolti ma evidenziandone i possibili punti di contatto.