Le conseguenze del mesociclone del 28 agosto entrano nelle variazioni di bilancio che saranno sottoposte al Consiglio comunale di Cremona il 12 ottobre. Il provvedimento riguarda le spese sostenute dall’amministrazione nelle settimane successive al maltempo per affrontare le situazioni più urgenti e per mettere in sicurezza edifici, aree pubbliche e altre strutture danneggiate.
Le spese per la messa in sicurezza
In commissione, la vicesindaca e assessora al Bilancio Francesca Romagnoli ha illustrato le delibere che avviano il percorso verso il bilancio 2027-2029. Tra gli atti figura il riconoscimento di un debito fuori bilancio di circa 1 milione e 557 mila euro, riferito agli interventi eseguiti in somma urgenza dopo la tempesta.
Le risorse coprono le operazioni necessarie a fronteggiare i danni immediati provocati dal fenomeno atmosferico. Non si tratta ancora degli stanziamenti per la ricostruzione complessiva, ma delle spese affrontate per eliminare i pericoli e ripristinare le condizioni minime di sicurezza nelle aree colpite.
L’intero importo sarà finanziato con risorse proprie dell’ente. Secondo quanto spiegato da Romagnoli, la copertura arriverà dall’utilizzo dell’avanzo libero accantonato dal Comune e da alcune monetizzazioni confluite nelle casse dell’amministrazione. La scelta inciderà però sulla programmazione dei prossimi anni.
In attesa dei fondi per il ripristino
Per sostenere l’onere dell’emergenza, Palazzo Comunale ha rinviato al prossimo anno alcuni investimenti e attività inizialmente previsti entro la fine del 2026. Il riconoscimento della spesa consente di regolarizzare gli interventi già effettuati, ma non risolve il problema delle opere necessarie per riportare alla piena funzionalità le strutture danneggiate.
Resta infatti da individuare la copertura per il ripristino di edifici pubblici, tetti, verde urbano e altre opere colpite dal mesociclone. Il Comune ha chiesto al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza e attende di conoscere l’esito della richiesta, insieme agli eventuali finanziamenti destinati alla ricostruzione. Le somme finora impegnate riguardano quindi soltanto la prima fase di gestione dell’emergenza.