Palco e scienza

A Cremona premiati Maglia e Radaelli per la ricerca sanitaria

Il concorso dell’ASST ha coinvolto quindici finalisti tra infermieri e studenti di Fisioterapia

A Cremona premiati Maglia e Radaelli per la ricerca sanitaria

La ricerca sanitaria è salita sul palco del Cinema Teatro Filo di Cremona per incontrare il pubblico attraverso nove progetti e quindici finalisti tra infermieri e studenti di Fisioterapia. Ogni partecipante ha avuto cinque minuti per affrontare una sfida diversa da quella scientifica: spiegare contenuti complessi in modo comprensibile, senza impoverirne il significato.

L’iniziativa era la seconda edizione di RICERCARE. La scienza spiegata bene e l’arte di farsi capire, concorso-evento promosso dall’ASST di Cremona in occasione della Notte Europea dei Ricercatori. Il primo premio è stato assegnato a Margherita Maglia e Francesca Radaelli per il progetto «La voce che allena», apprezzato dalla giuria per l’originalità del tema e la semplicità della presentazione.

Alle vincitrici è stato consegnato un assegno di studio da 1.500 euro, messo a disposizione dall’Associazione Amici dell’Ospedale di Cremona Gianni Carutti. Il riconoscimento è stato consegnato dal direttore generale dell’ASST, Ezio Belleri, insieme alla presidente dell’associazione, Ida Beretta.

Gli altri riconoscimenti

Il Premio della Critica è andato a Silvia Masseroli per «Oltre il Se(g)no», una performance costruita con musica, danza e parole per raccontare il percorso di cura e la rinascita. L’infermiera, insieme alla collega Sara Fazzone e alla ballerina Lisa Tumini, ha ricevuto un ingresso omaggio per uno spettacolo del Teatro Ponchielli, consegnato da Laura Seroni.

La giuria ha inoltre attribuito una menzione speciale ad Andrea Bertolani e Marta Braghini per «50 anni di fisioterapia, fra una tesi e l’altra». Nel corso della serata sono stati presentati diversi modi per avvicinare il pubblico a temi specialistici: una tavola apparecchiata per spiegare il rapporto tra alimentazione, geni e microbiota, una bottega di liuteria per parlare di posture e gesti ripetuti e uno specchio per rappresentare l’anosognosia, cioè la difficoltà a riconoscere il proprio deficit.

Altri progetti hanno affrontato la dermopigmentazione medicale e il rapporto con l’immagine di sé, oppure il legame tra voce, canto e pavimento pelvico. Oggetti, gesti e cambi di prospettiva sono stati utilizzati per trasformare la divulgazione in un racconto diretto, mantenendo il rigore dei contenuti.

Il valore della comunicazione

Per Ezio Belleri, la ricerca produce valore quando una domanda nata in corsia, in ambulatorio o durante una seduta di riabilitazione diventa conoscenza e torna nella pratica. Il direttore generale ha sottolineato che, in sanità, saper spiegare e ascoltare fa parte della cura. Ha inoltre richiamato il tema dell’attrattività delle professioni sanitarie, ricordando che il corso di laurea in Infermieristica di Cremona mette a disposizione 65 posti e quello di Fisioterapia 35 ogni anno.

Alberto Silla, direttore DAPSS dell’ASST di Cremona, ha evidenziato la necessità di far conoscere meglio percorsi, competenze e possibilità di specializzazione legati all’infermieristica e alla fisioterapia. Mattia Bozzetti e Roberta Pendoni hanno invece richiamato la distanza tra la produzione di nuove conoscenze e la loro applicazione quotidiana: una delle stime più citate indica in 17 anni il tempo necessario perché una scoperta entri nella pratica, anche se il dato non rappresenta una misura fissa.

L’edizione 2026 era partita da sedici progetti candidati. La selezione scientifica è stata curata da Daniele Napolitano del Policlinico Gemelli IRCCS e Matteo Guidetti dell’Università degli Studi di Milano. I finalisti hanno poi partecipato a un percorso dedicato alla semplificazione del linguaggio, alla costruzione del racconto e alla messa in scena, seguito da Stefania Mattioli e dallo staff Comunicazione e Relazioni Esterne dell’ASST.

Il 97% del pubblico in sala ha valutato le nove performance, contribuendo a individuare i tre progetti sottoposti alla scelta conclusiva della giuria. A tutti i finalisti è stata consegnata una pergamena. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio del Comune e della Provincia di Cremona, dell’Università degli Studi di Brescia e degli ordini professionali sanitari del territorio.